Flavio Mattavelli - luglio 2017

Attenzione: questa è una pagina di archivio, alla quale ha fatto seguito, nella pagina Links, l'articolo Nuova categoria biologica Marginella (kl.?) pseudoglabella Mattavelli, 2017 (= L) nel Marginella glabella (= G) Complex, articolo oggi completato dall'ulteriore Nuovo sguardo ai mondi di Marginella glabella e Marginella (kl.?)pseudoglabella Mattavelli, 2017, articoli ai quali rimando per una migliore conoscenza delle 2 categorie biologiche G & L, alla base del Marginella glabella Complex.

Universo lumperia (articolo di archivio).

(esemplari atipici, apparentemente non comuni, di S & P & G, oppure ben altro?).

Introduzione.

Tutti gli esemplari che verranno osservati in questa pagina sono genericamente del West Africa, tuttavia alcuni più interessanti sono per lo più senza una collocazione precisa e senza appartenenza certa a popolazioni numerose. Gli esemplari più interessanti sono accumunati dall'essere poco comuni ed atipici, rispetto ai tipi di Marginella sebastiani = S, M. pseudosebastiani = P e M. glabella = G, cioè rispetto a queste specie appaiono per la maggior parte come loro ibridi morfologici, non classificabili facilmente in nessuna delle 3 specie.

La prima impressione che se ne trae è che gli esemplari atipici siano proprio effettivi rari ibridi naturali casuali, ma proseguendo a cercare si trovano altri esemplari simili, da far pensare che esistano popolazioni di esemplari simili, popolazioni costituite da un discreto numero di ibridi ambigui simili tra loro.

Supponendo delle ipotetiche vere ibridazioni S X G tra le specie Marginella sebastiani verso M. glabella,ma trascurando le ibridazioni morfologiche di M. pseudosebastiani verso G, cioè le forme P X G, già individuate come forma G antinea e G problematica, oppure già ipotizzate come M. klepton antinea, qui verrà analizzata soltanto l'ibridazione morfologica di S X P e S X G, con qualche digressione verso M. pseudodesjardini Le Béon 2012 n. sp. (= R), quest'ultima intesa alternativamente come possibile S X D oppure talora P X D, essendo D = M. desjardini.

Inizialmente trascurerò, ove possibile, lo studio delle forme direttamente ricollegabili a G, qualificabili più tipicamente quasi G.

La suddetta ibridazione S X P, che talora si presenta anche nell'aspetto S X G, ed è sommamente confondibile con P X G "antinea", verrà genericamente denominata "lumperia"; all'inizio sembra trattarsi di uno studio semplice. Pur con le limitazioni di studio imposte, "lumperia" presenterà però una multiforme dispersione di morfi, a ben dire universale (all'interno della galassia di vertici S,P,G, eventualmente ampliabile a comprendere altre specie del M. glabella Complex). 

La molteplice natura biologica di "lumperia" potrebbe essere quella di un multiklepton, inteso come associazione di klepton oppure, se biologicamente possibile ma tutto da dimostrare, come ibrido di ibridi ipotizzabili fecondi, oppure pacchianamente "lumperia" potrebbe essere un assieme caotico di puri ibridi sterili e/o magari di semplici forme atipiche di S, o P o G o raramente R.

Si può dire che i morfi di "lumperia" richiamano per lo più S & G, o talora P (antinea), raramente R. 

Talora pertanto dirò ad. es. S lumperia per indicare che sto pensando ad una possibile forma atipica della specie S, forma chiamata lumperia, ma che in realtà potrebbe anche essere biologicamente diversa da S, pur richiamando qualche caratteristica della S tipica; idem analogamente per P lumperia, R lumperia e G lumperia, anche se  per G lumperia è difficile pensare ad un riferimento tipologico preciso, che faccia la differenza da G tipica, essendo quest'ultima specie di tipologia difficile. Tuttavia non direi D lumperia, ritenendo molto difficile trovare morfi con le caratteristiche miste S,P,G, in prevalenza già ibridate, che abbiano insieme all'ibrido morfologico lumperia anche qualche caratteristica di D.

In tutti i casi è facile pensare all'estrema variabilità di G, pensando "lumperia" come un'ulteriore sola somma di varietà di G, ma, a ben vedere i singoli casi confrontati, quest'idea mi è morfologicamente altrettanto dubbia.  

Inoltre formalmente "lumperia", o meglio una parte sostanziale di essa (che denominerò "pseudoglabella" ), potrebbe essere una specie nuova, laddove il numero dei suoi esemplari fosse rilevante, cosa che al momento non mi appare.

 

Derivatio nominis.

"lumperia" significa "popolazione aggregante ed unificante", latinizzazione dell'inglese "lumpers", essendo costoro la popolazione di coloro che fanno di ogni erba un fascio, evocando unica la popolazione dei confondevolissimi ma pur diversi esemplari di "lumperia". 

 

Riassunto.

Non ritengo "lumperia" una denominazione valida tassonomicamente, perchè assomma diversi morfi distinguibili. Al momento non credo che "lumperia" sia una nuova specie, in quanto ritengo il concetto di nuove specie già troppo inflazionato in questo Complex, tuttavia, nel caso che in futuro si possa scrivere anche per essa di nuove specie, meglio circoscrivendone la descrizione con caratteristiche distintive genetiche, per richiamo alle denominazioni di altre specie già note del medesimo Complex, forse per la parte delle forme di "lumperia" più caratterizzabili come S X G (es. come foto seguente) essa si potrebbe chiamare Marginella pseudoglabella n. sp. (o n. kl.?), mentre per la maggioranza delle ibridazioni morfologiche delle quali ho valutato la candidatura di "lumperia" come S X P vale l'ambiguità di quanto esposto nell'introduzione. 

Se volete, potete intendere "pseudoglabella" come una particolare sottoforma di "lumperia", cioè "pseudoglabella" potrebbe essere un parziale sinonimo di "lumperia". Mentre "lumperia" è in generale tipicamente indefinita (perchè il nome potrebbe essere riferito a diverse varietà di specie note e non solo), intendo per "pseudoglabella" dei morfi inquadrabili solo in caratteristiche morfologie precise, quelle degli ibridi morfologici combinati (SXG) X (SXP), tipicamente come Fig. 00) combinata con Fig. 11).

 

Fig. 00) Marginella pseudoglabella n. sp.? (o n. kl.?) Mattavelli 2014

Esemplare in collezione Mattavelli, lunghezza 50 mm, Senegal.

 

Potrebbe non trattarsi della forma S lumperia.

Potrebbe non trattarsi della forma P lumperia.

Potrebbe non trattarsi della forma G lumperia.

Di che si sta trattando?

 

Confondibile con G, ma conchiglia più allungata.

Flammule assiali subsuturali "glabelliche" e/o "pseudosebastianiche", ma scarse.

Colorito di fondo "sebastianico".

Puntinature chiare diverse da quelle del trio S, P, G.

Recto a puntinatura retinabile, quasi regolare, come il recto di alcune vere G (v. foto 16).

Dorso a puntinatura leggermente impastata, ma con puntini quasi tutti nitidi, meno impastati delle usuali G.

Si può far rientrare l'esemplare della Fig. 00) in solo G o in solo S, ma si tratta di una morfologia comunque ibrida soprattutto GXS, od anche in modo un po' forzato PXG, se non più facilmente, come morfologia interpretativa soggettiva, PXS = SXP (tenere presente che le scritture sintetiche invertite in questo testo si equivalgono). Può sembrare infatti una miscela delle morfologie (SXG = tipo quasi come quello della foto 10)) X (quasi PXG = "antinea") X (PXS = ipotetico ibrido morfologico quasi come quello delle foto 18, 19, 20 e 21). 

Escludo che si tratti di un ibrido occasionale sterile, perchè esistono altre conchiglie similari, per lo più chiamate solo G o solo S dalla maggioranza dei Dealer. Se non si tratta di vere forme di G o S o P, occorre necessariamente pensare ad una nuova specie o ad una forma di multiibrido fertile per ibridogenesi, ricorrendo alla categoria tassonomica klepton, e talora forse multiklepton.

 

Galleria fotografica di confronti principalmente con S, P, R e secondariamente con G.

Per quanto concerne gli esemplari di attribuzione sicura aggiungerò al nome della specie tipica il riferimento # , seguito dalla denominazione della forma, denominazione di mia attribuzione, convenzionalmente ricollegata alla specie tipica.

Come tipi di confronto verranno considerati per S soprattutto la forma lellia e quelle ad essa simili,mentre verranno ignorate le forme S dark ed altre di S,riconoscendo solo in queste ultime forme di S delle possibili tendenze verso M. goodalli, da richiedere una futura trattazione a parte.     

 

01) Marginella sebastiani sp. #

 

Forma quasi olotipica di S, cioè esemplare di attribuzione indubbia.

52 mm, Guinea.

Margine del labbro esterno dentato.

Assenza di flammule assiali subsuturali.

Puntini chiari sparsi nitidi a macchia di leopardo su tutta la conchiglia.

 

02) Marginella sebastiani # forma lellia, sottoforma acuta

42 mm, Mauritania, Nouadhibou, profondità - 55 m.

Margine liscio. Apice acuto.

Tendenza alla presenza di flammule subsuturali, strane per S, ma riscontrabili in G, P, R, D, con diverse caratterizzazioni di tipologie di flammule.

Queste di "acuta" tendono ai caratteri di quelle di P.

03) Marginella sebastiani # forma lellia, sottoforma lellia

41 mm, varietà subtipica di S, però esemplare giovanile, a labbro esterno sottile e margine liscio. Apice tondeggiante.

Assenza di flammule subsuturali.

 

 

04) Marginella sebastiani # forma lellia, sottoforma tondiapice

 

42 mm, Mauritania, Nouadhibou.

Margine poco dentato.

Apice ribassato.

Assenza di flammule.

 

 

05) Marginella sebastiani, 

già quasi "lumperia", essendo un  dubbio ibrido morfologico SXP, 48,5 mm, margine liscio.

Assenza di flammule subsuturali, quindi pensabile forma di S, però con puntinatura quasi pseudosebastianica. Nell'insieme conchiglia per me prevalentemente forma soltanto di M. sebastiani, senza denominazione della forma.

06) Marginella sebastiani,

atipica "con i punti piccoli", forse giovanile di S, definita forma "lumperia" nell'articolo << Altri klepton nel Marginella glabella Complex? >>.

In questo esemplare "lumperia" è da intendersi per lo più ancora come solo una forma di S, per l'assenza di flammule subsuturali, quindi denominabile S lumperia (nome dubbio).

     

 

07) Marginella S oppure P?

46 mm, Mauritania, Nouadhibou.

Morfo ibrido S (lellia) X P, da me denominato in passato S globimedia, oggi forse interpretabile ancora come "S lumperia", ma realmente più solo M. pseudosebastiani (avendo evidenti flammule assiali subsuturali), quindi per distinzione morfo qui riconfermato forma P globimedia Mattavelli 2014, alias P lumperia (nomen dubium).

08) Marginella pseudosebastiani sp. #

Foto di n° 2 sintipi coll. Mattavelli, a sinistra 56,5 mm, a destra 55 mm, entrambi quindi forme pseudosebastiani tipiche.

Puntinatura fine caratteristica, leggermente allineata all'asse conchigliare, ma spesso sparsa irregolare, allineatura interrotta.

Flammule assiali evidenti (ma a sinistra mal fotografate).

Colorito di fondo generalmente più chiaro di quello delle M. sebastiani.

 

09) Marginella pseudosebastiani sp.? esemplare giovanile (con il margine sottile), circa 43 mm di lunghezza.

Inteso come sp. P nella Guida , mi permane il dubbio che possa essere invece un possibile "kl. lumperia" = S X P, con possibile introgressione anche di M. glabella, quindi in parte apparente ibrido G X P, senza sconfinare nella tipologia di "kl. antinea", che invece ha l'apice più acuto ed il disegno dei puntini più impastato. Inoltre è in parte apparente ibrido morfologico G X S. Pertanto la foto 09) introduce una morfologia peculiare, che potrebbe  anche essere quella di una nuova specie dubbia (M. pseudoglabella, confrontare Fig. 00) o di un effettivo multiklepton da precisare.

Le flammule subsuturali sono evidenti, ma di dubbia attribuzione se "pseudosebastianiche" o "glabelliche"; certo non sono "sebastianiche".

Il dorso della conchiglia è puntinato a puntini distinti e nitidi, a distribuzione fitta, poco retinabili.

Il recto è puntinato quasi come il dorso, ma si nota un certo scarso allineamento assiale dei puntini, allineamento quasi "pseudodesjardinico", allineamento che fa distinguere leggermente questa morfologia da quella della Fig. 00), assimilando il recto della conchiglia 09) al recto della 15b).

 

"lumperia" (nomen dubium) è fondamentalmente un ibrido morfologico SXP, che dapprima può apparire principalmente o come forma di M. sebastiani oppure come forma di M. pseudosebastiani, talora con qualche caratteristica di alcune altre specie dello stesso Complex (M. pseudodesjardini o M. glabella). Addirittura talvolta, abbastanza spesso, le caratteristiche di G prevalgono su quelle di P, nel legame con S, ed in tal caso preferisco scrivere di morfi "pseudoglabella".

Nel dubbio se esistano delle "lumperia pseudoglabella" veramente n. sp. o ibridogenetiche e non piuttosto solo delle semplici varietà specifiche o di S oppure di P o addirittura di G, ed in quale numero di presenze, scandagliando il Web alla ricerca di foto ricollegabili a "lumperia", ho trovato interessanti le seguenti.

Ritengo che le "lumperia" non siano comuni, tuttavia, continuando ad indagare, si trovano sempre più esemplari riconducibili in "lumperia", da farmi pensare, se non ad una nuova specie "pseudoglabella", ad un multiklepton (SXP) X (SXG), però con esemplari assai dispersi, per lo più ricordanti in prevalenza la morfologia S, avendo già formalmente separato il morfo PXG = "antinea" ed avendo accantonato l'idea che per tutte le forme "lumperia" possa trattarsi di ibridi sterili ma numerosi.

Per analogia, in questo Complex "lumperia" sta ad S come "problematica" sta a P, tramite il fattore unificante G (vedere "problematica").

 

10) Notare la puntinatura del dorso conchigliare un po' impastata, come nella maggioranza delle vere G (foto 16). Trattasi di SXG? Potrebbe essere!
L'introgressione di M. glabella è un'ipotesi da non sottovalutare, ma credo che in questa foto, come già in precedenza pubblicata, possa trattarsi ancora di una forma atipica della sola M. sebastiani,  53 mm, notevole lunghezza se fosse G, inoltre quasi priva delle flammule assiali subsuturali caratteristiche di G.
Quindi potremmo ancora chiamare questo morfo S lumperia Mattavelli 2014 (nomen dubium), sebbene il morfo sia diverso da quello della foto 06), e sia diverso da quello della foto successiva.

11)Marginella "lumperia", soltanto forma di una delle specie P o S oG? oppure ben altro?

59,2 mm, flammule ambigue, identità enigmatica.

Forse più solo P che S, o G. 

Oppure PXS piuttosto che SXG, ma anche potrebbe essere SXG.

La strana puntinatura può ricordare G, però non è tipica di nessuna delle 3 specie (P, G, S). Forse l'esemplare è ben identificabile biologicamente come in Fig. 00), cioè comeMarginella pseudoglabella n. sp. da indagare.

 

12) Marginella "lumperia" (morfo però qui non SXP SXG),

       imparentata soprattutto con G, o ben distinta da G?

Dal sito "Femorale" riprendo un esemplare colà denominato "M. glabella", W. Sahara, 38,6 mm. Per me può non essere solo G, ma ha tendenza prevalente a G. Lo ritengo un esemplare non comune, forse ibrido occasionale saltuario e sterile, che potrebbe rientrare nelle casistiche anomale di "lumperia" e/o "antinea" PXG. Puntinatura fine e flammule subsuturali corte. Comunque non è un caso isolato, da farmi dubitare che sia un effettivo ibrido sterile.

 

                       

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13) Marginella "lumperia", morfo quasi

come foto precedente, ma con flammule più scarse. Questa foto è del sito "Almoncur", colà denominata "Marginella sebastiani", Dakar, ma per me non è S.

Non ho trovato altre foto simili, a puntini piccoli, perciò ritengo che si tratti di esemplari non comuni, forse ibridi sterili, o klepton? Puntinatura e flammule subsuturali più scarse del "normale" SXP e/o SXG, ma la normalità non esiste in natura.

14a) 14b)

 

Queste ultime 2 conchiglie (per il Dealer entrambe, ma per me erroneamente, M. sebastiani; per me non sono nemmeno SXP, ma potrebbero essere un'estensione del concetto di "lumperia"),mi appaiono entrambe in verità Marginella pseudosebastiani (= P), ma l'allineamento assiale dei puntini introduce un diverso tipo di ibridazione morfologica, direi verso M. pseudodesjardini Le Béon 2012 (= R), pur non potendosi identificare i morfi nemmeno con essa. Allora si può rilanciare la mia ipotesi riguardante la forma "pseudosebastiani giselica, od in alternativa pseudodesjardini giselica", morfi comunque di ibridazione morfologica P X R, anche se le 2 conchiglie non sono esattamente riconducibili in "giselica", che invece ha il margine liscio ed è più allungata, ad apice acuto, con le flammule assiali più rade. Qui il margine è centralmente un po' dentellato (non proprio come in M. desjardini) e le flammule sono abbondanti, tipicamente come in M. pseudosebastiani. L'apice, al pari che nella tipica P, non è acutissimo.

Insomma la morfologia è diversa da "giselica", ma richiamo la presenza delle flammule assiali, che può anche ricordare l'esistenza della morfologia della foto 2) (S lellia acuta, con flammule),sottintendendo una sostanziale comunanza genetica di tutto il Complex. 

Il concetto di "lumperia" potrebbe essere esteso a comprendere (PXR), oltre che (SXP) e (SXG), ma ritengo di dover distinguere le ibridazioni (PXR), che hanno conchiglie solitamente più allungate e distinguibili, anche per le flammule subsuturali sempre evidenti, da (SXP) e (SXG), che invece hanno le flammule scarse. Osservo per completezza che anche in PXG (antinea) ci sono le flammule ed ho pertanto tenuto distinta "antinea" da "lumperia", che sono per altro molto assimilabili, come nella sopracitata analogia "problematica".

Fig.15) In generale R si distingue da G, però una strana ibridazione morfologica RXG, sovrapposta alla base SXP, si manifesta nel caso della figura 15b), morfo per il quale, in alternativa alle ipotesi ibridogenetiche (potrebbe trattarsi di un ulteriore multiibrido), si potrebbe forse anche introdurre Marginella pseudoglabella n. sp., accumunando tale morfo con le fig.00) e forse 11), ovviamente salvo accurata verifica genetica, purtroppo per me impossibile. Del resto la morfologia dell'esemplare 15b) è diversa da quello della 00) e 11), quindi non parliamo di un elevato numero di esemplari assimilabili, ma solo di qualche esemplare ricollegabile assieme "lumperisticamente". Il numero di esemplari rientrabili in "pseudoglabella", pur comprendendo morfologie disperse, penso con provenienze da diverse località, ma "lumperisticamente" abbastanza ricollegabili fra di loro, è un numero troppo limitato per credere ad una nuova specie certa. Perchè si possa parlare di nuove specie, ma anche di nuove ibridogenesi, non in speciazione o in estinzione, occorre l'esistenza di popolazioni consistenti. La dispersione rada dei diversi morfi farebbe piuttosto pensare a casi eccezionali, tuttavia, trascurando le possibili ibridazioni occasionali sterili (fig.12 & 13?), noto che per la maggioranza delle entità candidabili in "lumperia" è stato in realtà più verosimile eleggerle singolarmente come varietà atipiche di specie note, principalmente di S, ma anche di P, con qualche implicazione di G e R, accarezzando l'affascinante alternativa ipotesi della possibile esistenza di multiklepton, che invece mi ritorna ancora in mente, senza possibilità di dimostrazione morfologica. 

 

15a) La conchiglia di sinistra è Marginella sebastiani lellia lellia, forma = a quella della foto 3), ma adulta a margine dentato. Colorazione vivida.

15b) Quella di destra è ricollegabile anche a R, ma certamente non è R, in quanto il margine è liscio, l'apertura è glabellica, le flammule sono scarse, l'allungamento è basso, caratteristiche che in R sono il contrario. Tuttavia si può ricollegare ad R per la piccola puntinatura allineata assialmente, ma questa caratteristica da sola non è sufficiente per credere che sia R. Del resto non è nè P (per la scarsità delle flammule e per l'allungamento glabellico), nè S (per la puntinatura fine), nè G (per l'insieme della livrea) tipiche. Potrebbe essere qualche forma atipica di qualcuna di codeste specie (per il collezionista spagnolo Jose Lietor Gallego, del sito "elrincondelmalacologo", dal quale ho copiato la foto 15), l'esemplare 15b) è sempre M. sebastiani).

Oppure, trascurando che si possa trattare della futuribile nuova specie "M. pseudoglabella" (o anche di un ibrido sterile), si può catalogare il morfo come un'ennesima forma del supponibile multiklepton "lumperia" SXP superibridato ed ibridogenetico, adesso inteso arbitrariamente nella parte morfologica di RXG, assolutamente senza la pretesa di averne individuato i genitori.  

 

Purtroppo Lietor Gallego non cita le lunghezze delle conchiglie delle foto 15) e 16), tuttavia io ritengo che si tratti di esemplari sull'ordine di 40/45 mm di lunghezza, qui riportati in scala ingrandita rispetto alle altre conchiglie di questo mio articolo.

 

Galleria fotografica di confronti principalmente con G.

 

16) Marginella glabella Linneo 1758-1767 

      = campione di vera G

Per curiosità il mantello del mollusco G è puntinato come al recto di questa foto, introducendo la teoria sulla pigmentazione delle conchiglie in funzione dei secernimenti specifici del piede dei gasteropodi, con il mantello a contatto dei margini boccali.

Nonostante mi fossi proposto nella introduzione di non coinvolgere espressamente G, adesso occorre fissare l'attenzione sulla puntinatura della vera G.

Mentre al recto la puntinatura è retinata a punti distinti, sul dorso della conchiglia i puntini s'impastano: è così per tutte le vere G, siano esse a sfondo colorito o quasi bianco, nella loro pur ampia variabilità. 

 

Invece le conchiglie a puntinatura ben distinta anche sul dorso dell'ultimo giro non mi appaiono più G, anzi tale caratteristica mi è apparsa essere indice di diversità specifiche, in concomitanza con il variare delle tipologie e topologie dei puntini del dorso conchigliare. Per confronti identificativi è opportuno, ma è difficile, tabulare le diverse puntinature coordinate con le diverse specie riconoscibili in questo Complex.

 

Puntinature. 

A colpo d'occhio può essere utile fissare l'attenzione su una triade di puntini del dorso, valutandone la loro distinguibilità e/o sovrapponibilità. Quando i puntini si sovrappongono ne risulta un disegno impastato. Ai fini delle distinzioni morfologiche trovo pratico indicare grossolanamente un diametro medio dei puntini e conteggiare la densità dei puntini, es. n° per cm2, sopperendo all'imprecisione quantitativa con note topologiche orientative della qualità del disegno. A parte la morfologia di M. irrorata = I, che ho inserita per completezza, ma che potrebbe essere separata dal discorso "lumperia", è evidente che tra G e le altre specie c'è un vero e proprio salto della quaglia, inerente la nitidezza dei puntini chiari sul dorso delle conchiglie, nitidezza che aumenta quando i morfi si discostano da G.

Specie

di 

Margin.

e morfi

ibridi

diam.

medio

puntini

chiari,

circa

mm

appr.

puntini

/cm2

circa

topologia 

dei puntini

sul dorso 

della 

conchiglia,

per lo più

apparenza

triade media a colpo

d'occhio

sul dorso

I

0,8

20-60

reticolata talora nitida

G

1 x ...

9 - 27

indefinita impastata

P

1,3

6 - 18

allin.sparsa nitida
PXG 1,1 8 - 24 retin.caos impastata

GXS

1,4

5 - 15

poco retin. poco nitida
SXP 1.7 4 - 12 distrib. fitta nitida

S

2,2

3 - 9

sparsa nitida

R

2,8x1

4 - 12

allineata nitida

 

Ibridi morfologici nel triangolo con vertici G, P, S, con particolare riguardo al vertice G.

 

Le forme ibride morfologiche PXG, GXS e SXP hanno una matrice comune, confondibile in una definizione molto estesa di "lumperia" che comprenda anche "G antinea" = PXG = GXP, avendo in passato io inteso che in quest'ultima forma prevalga semplicemente la morfologia di G su quella di P.

"G antinea" può essere separata considerando l'impastatura dei puntini fini e fitti. Inoltre "antinea" ha solitamente un apice acuto ed un colorito globale chiaro, con le flammule subsuturali di G. Per questi motivi ho ritenuto "antinea" separabile, come forma della sp. G, oppure in alternativa come supposto klepton GXP. Verificare in << problematica.htm >> e nell'articolo << Altri klepton nel Marginella glabella Complex? >>.

 

Quando le tendenze alla morfologia di G potrebbero imputare gli esemplari solo a G, io quasi direi M. glabella mutabilis.Avevo già individuata la forma "mutabilis" nel 2005, come sottospecie d'ibridazione morfologica verso M. irrorata, poniamo apparentemente GXI. Certo è notevole che le 2 tendenze di G verso I e verso P/S si assomiglino tanto, ma il caso delle specie sorelle non è così strano in natura.

Inoltre esistono, soprattutto in Mauritania/Marocco, ma anche in Senegal, piccoli esemplari di G ricollegabili a  "mutabilis", a piccole puntinature distinte su sfondo ben colorato vivido, scarsamente tendenti sia verso M. irrorata, sia verso S, e nemmeno tendenti a P, da poter richiedere un'ulteriore denominazione. In modalità quadrinomia propongo M. glabella mutabilis ghepardica.

Ritengoghepardica una bella varietà sottospecifica della sola M. glabella. Forse sarebbe meglio scrivere semplicemente M. glabella ghepardica, infatti"ghepardica" non dovrebbe sistematicamente venir considerata una sottovarietà della varietà "mutabilis". Tuttavia morfologicamente "mutabilis" e "ghepardica" mi appaiono quasi identiche ed appartenere alla stessa specie G, dando alla varietà "mutabilis" una valenza maggiore di quanto apparsomi in passato. 

 

Quando la tendenza è proprio G i puntini del dorso s'impastano in macchiette irregolari e indistinte, come nella G tipica della foto 16). Invece quando il reticolo si estende nitido su tutto il dorso si sfocia nelle altre tipologie di puntinature. In "pseudoglabella" (intesa come SXP incrociata a SXG, come nelle foto 00, 09 e 11) scompaiono contemporaneamente le flammule assiali "glabelliche".

Queste sono particolarmente evidenti negli esemplari piccoli di G, mentre tendono a ridursi in quelli grandi di G.

La taglia della conchiglia facilita la distinzione tra G e PXS, ma è un'arma a doppio taglio, perchè potrebbe portare a confondere maggiormente le 2 morfologie, quando le flammule si riducono.

Osservo che, al contrario di G, può comparire qualche flammula negli esemplari molto grandi di S, mentre in P le flammule sono sempre presenti.

17a) Marginella glabella mutabilis, Guinea, sopra 34 mm, con flammule subsuturali tipicamente "glabelliche".

Forma "mutabilis" per me significa a puntini piccoli, fitti e distinti, spesso retinabili in reticolo regolare, talora retinati anche su quasi tutto il dorso della conchiglia (osservando che sul recto delle G la retinatura è sempre più manifesta del dorso).

In questa forma s'intravede una possibile ibridazione di G con M. irrorata.

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Galleria di altri esemplari di M. kl.? pseudoglabella Mattavelli 2014,

nell'insieme individuanti la suddetta dubbia categoria biologica, come possibili sintipi di una categoria solo tipologica morfologica, oltre ai sintipi già proposti alle foto 00, 09 e 11. La nozione di sintipo qui non è regolare, ma riferita ad un assieme virtuale di esemplari "ibridi" di diversa provenienza, comprendendo anche le foto 18, 19, 20 e 21.

17b) Marginella glabella mutabilis ghepardica.

Dal sito "Kolacek", 39,4 mm, Senegal. Puntini poco più grandi e poco meno fitti della 17a).

Flammule "glabelliche".

Esistono esemplari anche a sfondo color arancio, che potrebbero molto confondersi con il color mattone delle vere S. Queste sono però prive di flammule assiali.

 

 

 

 

 

 

18) Marginella S lumperia, probabile

     Marginella pseudoglabella. Gambia, 38,8 mm.

Anche quest'esemplare è dichiarato G da "Femorale", ma per me non è né G, né P. Potrebbe piuttosto essere una forma di S. 

Il morfo parmi privo di flammule assiali subsuturali, mi ricorda la foto 5) e lontanamente la 6), con tendenza alla puntinatura di S, sebbene i puntini siano più piccoli e numerosi di quelli tipici di S e leggermente più grandi e numerosi di quelli tipici di P. Sul dorso della conchiglia si nota talora un modesto allineamento assiale dei puntini. Questi sono sempre tutti abbastanza distinti e nitidi, tranne rare macchie di accorpamento. La retinatura è sparsa in piccole zone, globalmente quasi inesistente.

 

19) Marginella P lumperia o S lumperia? forse è proprio 

     Marginella pseudoglabella n. sp. o n. kl. marcatamente PXS. 

      Gambia, 33,7 mm.

Quest'esemplare è dichiarato P da "Femorale". La leggera colorazione rosata è più da P che da S, però il margine esterno denticolato non è solitamente da P, ma piuttosto da S.

Flammule ambigue SXG, ma senza altre caratteristiche d'assieme di G. Non è G e forse non è né P né S. Morfologicamente è un multibrido e biologicamente potrebbe essere proprio un multiklepton di diverse generazioni ibride, attualmente solo PXS, se non si accetta l'idea della possibile nuova specie "pseudoglabella".

 

 20) Dal sito "Dick" i 2 esemplari  

 dichiarati "pseudosebastiani", a sin. 

 49 mm ed a ds. 50 mm, Cabe  

 Blanco, Mauritania, strascico 50 -

 80 m, per me potrebbero essere

 invece proprio "pseudoglabella",

 qui riportati in scala leggermente

 ridotta.

 Flammule scarse. Puntini piccoli.

 

21) Dal sito "Charonia sea shells" riporto una colà definita "M. pseudosebastiani", che per me potrebbe fortemente essere invece "Marginella pseudoglabella", n. sp., ma anche altro, sotto forma di ibrido, da approfondire se saltuario e sterile oppure klepton ibridogenetico. Considerando l'esistenza delle foto precedenti (8 esemplari "ibridi ambigui tra loro simili"), scarto l'idea del saltuario e sterile.

39,6 mm, Mauritania, reti a strascico - 50 - 70 m.

Esemplare comunque dubitevole quasi come la foto 11).

E' proprio un perfetto ibrido morfologico PXS = "lumperia", forse più "S pseudoglabella" che P, avendo scarse tracce delle flammule di G e/o di P, comunque non rientrante in G. 

 

 

Nei casi visti di "lumperia pseudoglabella" 18, 19, 20, 21), oltre anche ai casi delle foto 00, 09,10,11), rispetto alla tipologia di puntini della "mutabilis"17a), i puntini s'ingrandiscono, si diradano un poco e si distinguono sempre sul dorso conchigliare, mentre l'immaginaria  retinatura spesso si sparge caoticamente, tendendo verso la dispersa morfologia S (es. caso 10, dove però i puntini sono ancora un po' impastati, come in G), ma i puntini non si ingrandiscono troppo di diametro, restando come nella morfologia P. Nella maggioranza dei casi di "lumperia pseudoglabella" (quindi non considerare il caso 10), le caratteristiche di S e di P sono miscelate e indistinguibili singolarmente, i puntini, distinti fra loro, essendo di diametro medio-piccolo e le flammule essendo scarse.

Da notare che "pseudoglabella" presenta sempre meno flammule di tutte le varietà di G e P.

Le tendenze S & P potrebbero far imputare gli esemplari solo a S o solo a P: in questi casi io potrei dire rispettivamente M. sebastiani lumperia o M. pseudosebastiani lumperia, tuttavia, ove sia manifesta anche la tendenza alla puntinatura di "G mutabilis ghepardica", ma senza flammule, ovvero con caratteristiche morfologiche proprie, dovrei dire M. sebastiani pseudoglabella (mentre, onde non introdurre giochi di parole, non direi M. pseudosebastiani pseudoglabella, che in fondo mi appare un sinonimo dello stesso morfo),tuttavia, in tutti i casi di tendenze morfologiche miste GXPXS, passerei a definire meglio, se geneticamente dimostrato, Marginella pseudoglabella nuova sp. o nuovo kl.

 

Conclusione.

"...pseudoglabella" spazia intorno al Mauri-Sene-Gambia, con conchiglie non comuni, ma nemmeno rare, di altezza variabile da circa 30 a 60 mm, il che non è certo utile per la classificazione, soprattutto ambigua per gli esemplari piccoli e di sconosciuta collocazione geografica.

Al centro del triangolo G,P,S si tratta di definire se siamo in presenza di una netta separazione da G, allorquando si presentano esemplari dell'inestricabile ibrido morfologico (SXP)X(SXG) = SXPXG = morfo pseudoglabella.

In effetti esistono 3 alternative biologiche (tralasciando i possibili veri ibridi sterili):

  1. se esistono solo varietà delle 3 singole specie note, tutte le "lumperia", in particolare "pseudoglabella", tassonomicamente non esistono, essendo le varietà riducibili a ranghi sottospecifici delle specie già note. Però non si deve parlare di sottospecie geografiche, data la dispersione degli stessi morfi in una vasta area. L'assegnazione certa degli esemplari alle singole specie spesso è impossibile, solo in base alle caratteristiche morfologiche.

  2. esiste biologicamente un'unica superspecie "lumper" formata dalla riunione G,P,S, ma questa via, forse teoricamente esatta (se non esistono i klepton), è per me tassonomicamente inapplicabile, creerebbe ulteriore inutile confusione identificativa, da richiedere terminologie trinomie e forse quadrinomie.

  3. pur separando le forme tendenti chiaramente solo a G, esiste comunque un nucleo di coagulazione delle diverse forme fatte confluire in "lumperia", coagulazione attorno alla complessa morfologia di "pseudoglabella" (che però è da precisare ulteriormente, se è una morfologia caratteristica di una categoria biologica che esclude sia P che S che G, pur essendo molto simile a ciascuna di queste specie, oppure se "pseudoglabella" è identificabile solo come vero ibrido, magari ibridogenico, PXS e/o SXG). La distinguibilità dei morfi del nucleo delle "pseudoglabella" è difficilissima, ma innegabile. Il nucleo centrale si potrebbe separare biologicamente dalle vicine specie note poste agli angoli del triangolo G,P,S, con l'introduzione della nuova sp. o nuovo kl. M. pseudoglabella, ma ritengo la cosa prematura, perchè al momento indimostrabile scientificamente. 

Personalmente ho optato per la terza alternativa, pensando "pseudoglabella" come una categoria di probabili multiklepton (PXS)X(SXG) quasi speciati in una nuova specie. Considero "lumperia" come una somma di categorie (sp. o kl.), la cui essenza potrebbe essere svelata solo da difficili analisi genetiche. 

Indipendentemente dai criteri obbiettivi attaverso i quali valutare l'esatta categoria biologica di appartenenza di tutte le categorie apparentemente multiibride (sp. o kl. ibridogenici o effettivi ibridi sterili), forse la cosa non interessa più di tanto al collezionista amatoriale della malacologia, quale credo di essere, e mi fermo.

Ai posteri l'ardua sentenza, riguardo alla scelta dell'effettiva alternativa 1 o 2 o 3.

Per curiosità sappiate che ho sistematicamente visitato le maggiori aste di conchiglie, acquisendo gli esemplari più apparentemi come "pseudoglabella". Da un po' di mesi però in queste aste non ne appaiono più. Non credo di averli comprati tutti io, perchè in tal caso dovrei tornare all'ipotesi che si tratti di rari veri ibridi occasionali sterili. Credo che la rarefazione del mercato di queste conchiglie, a parte la crisi economica, possa dipendere dal fatto che i Dealer tengano nel cassetto le presunte "pseudoglabella", solo potenzialmente rare. Se avete tali esemplari, per favore informatemi, a puro scopo scientifico.

 


Prima release aprile 2013, ultimo aggiornamento gennaio 2015.

Mattavelli Ing. Flavio

matta.a@tiscali.it

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