Flavio Mattavelli - matta.a@tiscali.it

 

Configurazione tuttala, parte seconda.

 

Tuttala di cartoncino e carta ad ala a freccia positiva "molto allungata" (oltre allungamento 9).

Tuttala di "foam" (ed EPE) a freccia positiva (max. allungamento 9).

 

Indice capitoli, parte seconda.

Page map. Per generalità sugli aeroplanini tuttala vedere dapprima la pagina www.pseudospecie.it/tuttala.htm, che tratta soprattutto di quelli costruiti in cartoncino e carta ad ala a freccia positiva "allungata" fino ad allungamento 9.

Oltre allungamento 9 leggere questa pagina.

Per gli aeroplanini di "foam" (e EPE) a freccia positiva continuare a leggere questa pagina.

Per quelli a freccia negativa (o inversa), vedere la pagina www.pseudospecie.it/freccia_inversa.htm (Configurazione tuttala, parte terza).

Ritengo che i modelli di questa seconda pagina siano in generale più difficili della prima e meno della terza, tuttavia con risultati di volo libero potenzialmente superiori, ma in pratica i tuttala di "foam" appartengono ad una diversa categoria di aeromodelli, principalmente destinati come "walkalong glider".

 

Riferimento principale ai modelli in "foam" tipi F... ed in EPE tipi E..., analizzati in questa seconda parte dell'articolo.

I modelli di aeroplanini tuttala a freccia positiva costruiti nel mio "foam" (e EPE) sono uno sviluppo delle mie idee riguardo ai tuttala di cartoncino e carta a freccia positiva della prima parte. I tipi F...ed E...presentano maggiori difficoltà soltanto nella pratica costruttiva, mentre sono in realtà facili da far volare, perché hanno un'aerodinamica semplice, cioè sono sostanzialmente da un punto di vista aerodinamico come i tipi T... di cartoncino, per me i più facili in assoluto, avendo a disposizione tutta una serie di clips per il miglior centraggio (vedere Peso in punta nella pagina "tuttala.htm").

Normalmente i "foam" vengono usati solo nei "walkalong glider" (v. avanti) con freccia alare positiva.

Infatti si usa un "foam" adatto per costruire i "walkalong glider", usati in ambiente "indoor" = alianti da passeggio al chiuso, ma anche talora volanti all'aperto, in aria calma, passeggiando. Io ho trascurato il passeggio, a favore della miglior planata autonoma possibile dopo un lancio da fermo.

La realizzazione dei modelli in "foam" ed EPE potrebbe complicarsi anche solo restando nella freccia positiva, se si usa materiale inadatto.

Fare ali a freccia negativa in "foam", io non ho ancora tentato e non tenterò mai più nel mio "foam" inadatto.

 

Mi spiegherò meglio con un po' di terminologia e spero con una teoria accettabile, inerente la flessibilità dei materiali in questione.

I materiali possono sembrare tutti uguali, ma ci sono differenze enormi persino nelle stesse tipologie; es. la carta, quasi sempre 80 g/m², a pari grammatura può essere più o meno rigida; certamente la carta è molto meno rigida del cartoncino 180 g/m², ma anche i cartoncini a pari grammatura non sono tutti uguali.

Nel campo dei "foam" le differenze tra loro possono essere anche maggiori, per l'estrema varietà delle materie plastiche espanse.

Sostanzialmente si possono raggruppare 2 o 3 sottocategorie di plastiche espanse, altrimenti dette schiumini o confusamente "foam":

EPS = polistirene espanso, EPE = polietilene espanso, EPP = polipropilene espanso, tuttavia esistono denominazioni commerciali più note.

Ad esempio, l'EPS è un comune isolante di basso costo per l'edilizia, commercializzato in Svizzera col nome Sagex, in Italia col nome Depron della ditta Tillmanns, in Nord-America col nome di Styrofoam della ditta Dow, in Germania col nome Thermocol della ditta Basf, tutti individuati dal numero 06 dentro il triangolo di identificazione che dovrebbe essere stampato sulla confezione delle lastre di EPS di spessore elevato...ma provate a cercare lo stesso materiale in fogli sottili e scoprirete quanto sia difficile trovarlo ad un prezzo decente. Ci si dovrebbe attrezzare con un filo caldo per ottenere ad arte i fogli sottili, ma io non ho voluto osare.

Io inizialmente (ed erroneamente) ho raggruppate tutti gli espansi nella categoria "foam", potendo distinguere tali plastiche solo con una bilancia. Ho infatti distinto quelli che chiamerò proprio EPE, che sono leggermente più pesanti del mio "foam", il quale però credo che sia un EPE più leggero di quelli che chiamerò EPE. Infatti anche il peso non è distintivo, perchè lo stesso materiale può essere espanso diversamente, o talora copolimerizzato.

Per estensione si chiamano schiumini anche gli aeromodelli di maggior impegno cosiffatti, ma non è il mio caso. Io userò il "foam" solo in fogli "semplici" e sottili, come precisato nell'immediato seguito.

Soprattutto considerare che il mio foam non è il miglior foam disponibile (credo quello di depron o EPS), ma il mio è comune plastica da imballaggi (credo EPE scadente). Il mio foam potrebbe essere chiamato pseudofoam, giusto per restare in tema del sito, ma non lo chiamerò così. Infatti all'inizio della passione per questi aeroplanini io credevo che il mio foam potesse funzionare come il foam in EPS, mi sbagliavo. Però ho continuato a chiamare e chiamerò foam il mio foam, giacché anch'esso è un foam, ma non è il foam ideale per gli aeroplanini di questa pagina.

 

Foam =  espanso o schiumino, ideale di polistirolo o polistirene (depron), o plastiche similari ultrasottili, di spessore anche meno di 1 mm, decisamente più leggere della carta.

Infatti la grammatura del depron sp. 1 mm è circa 30 g/m² o poco più, quindi poco più di 1/3 del peso della carta usuale. Esistono in commercio fogli di simili plastiche per imballaggi, anche di grammature fino a 60 g/m², più o meno rigidi (vedere il capitolo EPE).

Io non ho usato fogli di depron speciale per modellismo (che tengono la piega), ma comuni fogli per imballaggi con grammatura circa 32 g/m², che purtroppo non tengono la piega (vedere Realizzazioni dei tipi F...), chiamando tale materiale genericamente "foam" per tutto il seguito di quest'articolo, ove non diversamente precisato.

Credo che il mio "foam", forse EPE ma di basso peso, più leggero (ed economico) di quello che chiamerò dopo sicuramente EPE, sia peggiore degli altri materiali, ma può volare lo stesso, in particolari condizioni. Se voi userete il foam in EPS speciale per walkalong glider vi troverete meglio, e potrete osare dove io non ho voluto osare.

 

Solitamente il mio "foam" è caratterizzato da elevata flessibilità ed elasticità (più della carta standard), cioè potrebbe sembrare inadatto per le ali dei tuttala in argomento, pensando che le ali potrebbero chiudersi o traballare in volo. Ma non è così, entro certi limiti. La rigidità del foam non è elevata ma appare (ma solo sembra) più della carta (perché la carta è in realtà più rigida). Si può fare una semplice prova di rigidità con vincolo, facendo sporgere dei fogli fuori dal tavolo, es. fuori10 cm del formato A4, vincolando sul tavolo la parte restante, es. appoggiandoci sopra la mano, siccome in volo la semiala destra è vincolata alla sinistra e viceversa, come il foglio sul tavolo. Si vedrà che la carta normalmente pende dal tavolo più del foam, es. in fuori cala circa 6 cm contro i 3 del foam. Poniamo che entrambi i corpi siano elastici, con deformazione proporzionale allo sforzo. Siccome la carta pesa circa il triplo del foam, se un'eventuale forza di flessione esterna fosse uguale per entrambi i fogli (supposti a deformazione zero come quando il peso viene controbilanciato dalla portanza delle ali), il foam calerebbe deformato 1/3 più della carta. Infatti se la carta pesasse come il foam, la sua deformazione per forza esterna (come il peso del foam) sarebbe circa 6:3=2 cm, mentre, se il foam pesasse come la carta, la sua deformazione per forza esterna (come il peso della carta) sarebbe circa 3x3=9 cm. Per un piccolo colpo di vento, poniamo ad es. di forza come il peso del foam, la carta si deformerebbe circa 2 cm, mentre per lo stesso colpo di vento il foam si deformerebbe circa 3 cm. Quindi il foam è un materiale con più rigidità apparente ma con rigidezza (= resistenza) reale della struttura inferiore alla carta, già quando usati nelle ali senza pieghe (°), e usati non in modo composito (io non ho provato ad eseguire tuttala compositi di carta + foam nastrati insieme, incollati o graffettati).

 

Scordatevi di piegare il mio foam come la carta, perché il mio foam non tiene le pieghe, che si stabilizzano per elasticità ad un loro valore proprio, che non appare sempre lo stesso, in quanto il mio foam, oltre che essere elastico, è appunto un materiale plastico, cioè deformabile, che tiene la deformazione fino ad essere assoggettato ad uno sforzo maggiore, che vinca, oltre all'elasticità iniziale, anche la deformazione precedente, determinando una nuova posizione del foglio provvisoriamente stabile e moderatamente elasto-plastica, con poca memoria delle posizioni precedenti del foglio.

 

Impiego del mio "foam". La portanza non può superare il peso di ogni aeromodello, col foam sarà più bassa delle ali in carta, anche la resistenza sarà inferiore, il volo sarà più lento, le flessioni aerodinamiche saranno inferiori e le semiali non si chiuderanno in volo, anche per elevati allungamenti alari. Tuttavia oltre allungamenti 6 si manifesta un fenomeno torsionale sulle estremità delle ali a freccia, che, mentre in carta può determinare un "frillamento" recuperabile per elasticità con maggior rigidezza, nei modelli in "foam" gli "elevons" in volo si torcono e possono restare inclinati ad incidenza zero o sottozero, per cui quasi sempre il tuttala in "foam" ad ala troppo allungata picchia decisamente dopo il primo stallo e spesso esegue addirittura un "looping" rovescio, tornando capovolto ai piedi del lanciatore. Per l'analisi di questo fenomeno aeroelastico vedere il capitolo Frillamento.

In pratica esistono 2 categorie di allungamenti alari possibili usando il mio foam:

Oltre a tutto il foam può caricarsi elettrostaticamente per sfregamento col maglione del costruttore durante le pieghe e ciò può provocare deviazioni durante il lancio di modelli con ali troppo allungate.

 

Lancio. Per evitare stalli iniziali, è meglio eseguire il lancio leggermente picchiato in tutti i tuttala (per alcune modalità di lancio vedere Realizzazioni dei tipi F1 & F11), comunque sempre lanciare a velocità bassa. E' meglio eseguire il lancio ponendo un dito nella mezzeria alare (a leggera ala di gabbiano), per assicurare il giusto diedro trasversale appena sganciato, soprattutto quando le ali sono di carta o peggio di foam (in tal caso occorre maggior accortezza). Tuttavia le cariche elettrostatiche del foam sono in linea di massima trascurabili con bassi allungamenti alari. Con la carta o il cartoncino il problema delle cariche non esiste.

 

(°) Pieghe. Quando ci sono le pieghe la resistenza strutturale delle ali di carta aumenta. A parte l'allungamento alare elevato, che acuisce i problemi strutturali, il problema principale è che il foam da imballaggi non tiene abbastanza le pieghe, che vanno sempre forzate prima del volo, ma si rispiattano (invero non completamente) da sole nel tempo, a modello a riposo. Forse le pieghe del foam necessiterebbero di un congelamento ad alta tecnologia (passare un ferro opportunemente caldo? trattamento chimico della piega con solventi o colla, magari che penetri iniettata negli alveoli del foam, per un trattamento scheletrante? ricoprimento della piega con rinforzi vari? lasciare le pieghe in pressione sotto il peso ad es. di un vocabolario per tot. tempo? non ho trovato soluzioni valide!).

Attenzione a stirare eventualmente il foam con un ferro troppo caldo, sia pure con interposto un panno, perché anche a temperatura bassa il foam si ritira, quando non si contorce del tutto. Di fatto occorre lavorare sempre solo a freddo.

Invece la carta tiene meglio le pieghe, anzi la loro presenza aumenta la rigidezza strutturale, diminuendo in pratica le deformazioni delle semiali. Talora tuttavia se più pieghe interferiscono tra loro possono nascere deformazioni indirette da non sottovalutare (es. se la piega degli slat non arriva alla piega degli elevons la semiala può mutare incidenza e simmetria rispetto all'altra semiala). Il problema può non presentarsi usando il foam per il semplice fatto che non si può solitamente fare in pratica più di una piega ben simmetrica.

 

Walkalong glider = sono aeromodelli speciali per un volo di tipo "soaring" decisamente particolare, in quanto alimentato posteriormente al tuttala, dal camminatore reggente uno schermo inclinato facente funzione di pendio "ambulante" (soaring dinamico in spinta, che richiama vagamente il procedere degli uccelli albatros nelle correnti dei venti oceanici).

Sembra che il camminatore spinga l'aeroplanino, ma esso plana per suo conto in una corrente ascensionale creata dallo schermo. Quindi più che di spinta si dovrebbe dire sospensione per ascesa. Qualcuno riesce a praticare la specialità anche all'aperto, in aria calma.

E' una specialità aeromodellistica comunemente impensabile e che non conoscevo prima di Internet; certamente appare, ma non è un gioco da bambini.

Potendo essere molto istruttiva, la specialità viene incoraggiata nelle scuole americane, anche sotto il nome di "air surfing".

Ho tentato di costruire i "walkalong glider" in semplice carta, ma con scarsi risultati, perché troppo veloci da inseguire camminando.

Il materiale principe, quasi indispensabile, per i "walkalong glider" è certamente il "foam", ma meglio quello ultraleggero e rigido ricavato dal polistirolo EPS.

L'ala viene solitamente semplicemente ritagliata dal foglio, vengono forzate delle pieghe manuali (purtroppo generalmente incostanti nel tempo, quando trattasi del mio foam) e viene applicato un indispensabile pesetto in punta, che solitamente non è la clip dei miei tuttala di cartoncino e carta, ma usualmente viene impiegato un pezzetto di filo pendulo in punta.

La contrappesatura sarebbe forse proprio meglio farla con un semplice filo metallico pendulo, nastrato a centro ala, filo da tagliare progressivamente fino al raggiungimento del giusto peso, decisamente più leggero della clip da dorsetto in plastica per altri tuttala, che dovrebbe venir tagliata ora cortissima (lunga circa 4 o 3 mm per elevati allungamenti con aperture alari come altri tuttala). Però, appunto perché il peso è minimo, circa meno della metà della contrappesatura degli analoghi tuttala in carta e circa 1/4 della contrappesatura degli analoghi tuttala in cartoncino, può essere più pratico usare qualche piccola graffetta direttamente graffata nel foam. Essendo il numero di graffette necessario circa 1/3 del numero per la carta, solitamente l'effetto estetico delle graffette sul foam può essere buono. Esistono diverse graffette in commercio, mediamente il peso di una graffetta corrisponde a circa 1 mm di clip. Possono essere più comode le graffette più grandi, perchè eventualmente sono più facili da togliere. Per toglierle dal foam, senza riaprirle, basta un po' di malizia a spingere la graffetta prima da una parte e poi dall'altra del foam pizzicato. Le graffette piccole si chiudono di più e quindi sono più difficili da togliere. Il problema è che a volte può essere necessaria mezza graffetta per il giusto peso, ed è difficile trovare i giusti punti di applicazione delle graffette. Io preferisco il senso di applicazione nel senso dell'apertura alare, a destra, a sinistra o al centro a cavallo della mezzeria. Quando serve mezza graffetta, si può pinzarla spostata indietro lungo la mezzeria dell'ala, in tal caso è indifferente anche pinzarla proprio nel senso della mezzeria o perpendicolare alla mezzeria.

Se l'allungamento è elevato con freccia bassa è difficile trovare il giusto peso e nei tentativi è facile ridurre l'ala ad un colabrodo di buchi.

Se si volesse pertanto usare una clip cortissima, probabilmente si incontreranno problemi di taglio della giusta lunghezza e di fissaggio in punta (risolvibile facilmente aggiungendo una sottoclip di carta piegata a V). Il filo metallico pendulo in alternativa è facile da spostare avanti o indietro, ma non mi piace esteticamente, e poi bisogna risistemarlo esatto dopo ogni atterraggio.

 

Links ai migliori siti che ho trovato nel Web per questi alianti di foam per walkalong, alianti che tuttavia, quando sono di troppo basso allungamento alare (sotto 4), non mi entusiasmano più di una notevole curiosità, rivolta soprattutto al modo di camminare e di reggere lo schermo, modo al quale invero non mi sento molto portato, alla mia età, che comunque non è un limite a farlo.

www.sciencetoymaker.org/airsurf/index.htm

https://sites.google.com/site/controllableslopesoaring/

https://sites.google.com/site/controllableslopesoaring/howtofly

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=S6JKwzK37_8 (MacCReady)

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=db5dlbdVMKA (Mama Bug)

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=vXsj9HhbGbg (video commerciale)

Ho trovato diversi video You-tube, che mi hanno piacevolmente sconvolto, ma non gasato al punto di continuare a trattare qui i walkalong glider di foam a basso allungamento, che pure hanno un fascino arcano. Tuttavia accennerò qualcosa nel capitolo che segue, senza dimenticare che il foam che ho usato credo che sia tra i peggiori che potevano capitarmi (per l'assoluta incapacità di tenere stabilmente le pieghe). Del resto i video proposti riguardano quasi tutti dei tuttala a modesta doppia freccia positiva con relativamente alto allungamento (circa forse oltre 6), che è la configurazione commerciale probabilmente più efficace, però con ala in foam più adatto del mio. Nell'ultimo video l'ala mi appare addirittura profilata, con una filettatura per il centraggio micrometrico. Comunque in altri video non mancano tuttala a freccia singola (es. Mama Bug), che di primo acchito appare la configurazione più semplice, ed io da li voglio partire per realizzare i miei foam di singolo foglio a spessore sottile costante.

 

Tuttala di "mio foam" con ala ad elevato allungamento (oltre 4, però in pratica fino a 6).

I "walkalong glider" a freccia singola hanno solitamente allungamenti in media circa 4 o poco più, ed efficienze relativamente basse, circa 4 o poco più.

L'allungamento è tenuto basso per disporre di maggior superficie alare, a parità di apertura. Maggior superficie schiva maggiori flessioni nelle virate brusche e quindi facilità il pilotaggio del camminatore. Minor efficienza può essere corretta dalla spinta del vento ascendente dallo schermo del camminatore. Se l'efficienza teorica del modello fosse già maggiore per costituzione, una correzione ascensionale brusca potrebbe far stallare o picchiare il modello, in condizioni di stabilità longitudinale precaria.

Il camminatore non è un pilota che possa agire su comandi interni al modello, ma come un vento direzionalmente bizzoso, soprattutto se il camminatore è alle prime armi, sospende e dirige il tuttala dall'esterno.

 

Ho tentato di costruire dei tuttala nel "mio foam", con allungamenti oltre 6, destinati principalmente al volo librato senza camminatore, ed essendo ultraleggeri e lenti, eventualmente forse adatti anche al volo "camminato", se le ali non si perturbassero troppo sotto la spinta del vento dello schermo del camminatore. Questi miei tuttala in "foam" potrebbero raggiungere efficienze oltre 7 in planata libera in aria calma, ma, come già detto, in pratica non devono superare allungamento 6, perchè le semiali, che pure non si chiudono in volo, si torcerebbero già in volo librato libero, ed ancor peggio nel volo camminato con "soaring" controllato da schermo manuale.

Comunque usando il mio foam non ho mai riscontrato il fenomeno del "frillamento", presente solo nei tuttala di carta singola ad elevato allungamento con freccia moderata.

 

Frillamento. E' un fenomeno di tremito caratteristico soltanto di alcune ali in carta, tremito inaspettato e quasi piacevole, perchè apparentemente non disturba né la stabilità né l'efficienza. Soltanto nei tuttala di carta, a freccia moderata e ad elevato allungamento, es. tipi L 10 ed L 9, tutti costruiti senza slat, può succedere tale fenomeno di aeroelasticità (altrimenti definibile "flutter"= sventolio o frullio), per il quale il tuttala di carta non rinforzata, molto flessibile, oscilla di coda su e giù ripetutamente in planata, quasi come fosse a coda battente, con rapidi beccheggi alternati di passo cortissimo, mantenendo la traiettoria centrata. Il fenomeno non succede per allungamenti alari sotto il 5. Per allungamenti tra 5 e 9 la durata dei beccheggi può perdurare complessivamente da inizio planata circa 4 fino a circa 6 m di traiettoria diritta, nella quale I battiti di coda alternati si susseguono senza soste in rapida successione, con volo leggermente picchiato. Poi solitamente, per allungamenti alari fino a 9, i beccheggi terminano e la planata prosegue perfettamente stabilizzata su una traiettoria meno pendente. Può succedere anche il contrario, cioè picchiata di lancio non frillata e parte finale del volo efficiente frillata, sempre senza importanza pratica ai fini della stabilità e rapporti di planata. Per allungamenti oltre 9 invece il fenomeno non termina, perdurando su traiettoria molto efficiente fino alla fine della planata.

Un modello L9 costruito con gli slat però non ha frillato mai, perché gli slat sono 2 nervature come longheroni anteriori dell'ala, tuttavia le caratteristiche di volo sono peggiorate rispetto all'L9 senza slat, per difficoltà di centraggio. Notare che passando dal cartoncino con slat (v. prima parte), alla carta senza slat, alla carta con slat, la clip va accorciata, es. rispettivamente 27/23/16 mm. Per ragioni poco chiare, tra la carta senza slat e con slat l'efficienza è scesa da oltre 6,5 a 5 circa, quasi come se il possibile frillamento, invero non sempre verificatosi, fosse una concausa positiva.

Nel modello L10 ho stimato efficienza apparente 7. Qui non si ha nemmeno proprio l'impressione di successive ondulazioni di beccheggio, perché la traiettoria appare ben diritta fin quasi dall'inizio, ma si vede il retro dell'aeroplanino scodinzolare in verticale continuamente.

Ho chiamato questo fenomeno frillamento (= frullio stabilizzato) , che ho imputato ad aeroelasticità torsionale delle estremità alari tipicamente molto allungate, di semplice carta non nervata. Nei tipi S... il "flutter" solitamente non c'è, e nei tipi T... non c'è mai.

 

Un passo indietro. Vi consiglio di provare prima a far volare un tuttala di cartoncino ad elevato allungamento, poi di carta, oltre 6, anche fino ad all. 12, ovviamente senza walkalong, perché sarebbe impossibile rincorrere i modelli in volo, almeno per me, che non ho l'agilità di un bambino.

 

Viste da sopra dei tipi T10 (azzurro 180 g/m2) & L10 (bianco 80 g/m2) senza slat, per confrontarli con il tipo F10. Allungamento 11,8

 

Vi renderete conto che, a parità di forme, con la carta l'efficienza in aria calma (inspiegabilmente?) migliora, rispetto al cartoncino. Ma la semplice carta talora si contorce (determinando ciò che ho chiamato "frillamento"), mentre con la carta rinforzata, che non "frilli", si può arrivare ad efficienze oltre 6, soprattutto se l'allungamento alare supera il 6, con una velocità di planata più bassa del cartoncino, ma sempre troppo elevata per "walkalong", in funzione del peso dei rinforzi della carta.

Il peso determina la velocità di discesa libera, ma non dovrebbe teoricamente influire sull'efficienza in aria calma, tuttavia di fatto l'aria non è mai proprio calma e se il modello permane in aria più tempo a bassa velocità può capitargli un'ascendenza casuale, maggiore se il modello è di carta piuttosto che di cartoncino, ancor più maggiore se il modello fosse di foam.

Però se la variazione di portanza è forte il foam molto allungato si fletterebbe irreparabilmente, mentre la carta talora reagisce "frillando", ed il cartoncino non si contorce affatto, entro certi limiti, planando a velocità più alta della carta. La carta infatti reagisce talora frillando per via della sua rigidità intrinseca, anche se minore del cartoncino, comunque anche ad allungamenti fino a 12 riesce per lo più ad ultimare bene la planata, mentre il foam in generale non resiste senza torcere le ali oltre allungamenti circa 6, ma si può tentare fino a 8,4, come nel modello E9 avanti descritto.

La risposta elastica ad una variazione di portanza nel mio foam (ed EPE) è immediata, ma il materiale non è abbastanza rigido per ali troppo allungate; è troppo debole, se si torce, spesso resta ritorto sotto la spinta del vento relativo.

 

Un passo avanti. Quando avrete definito bene la geometria ideale del vostro tuttala T...o L...che ha dato in pratica il volo migliore, provate, con la stessa geometria, ad utilizzare (con il mio foam ci riuscirete solo sotto allungamenti circa 9) il "foam" o uno schiumino plastico leggero (EPE): l'efficienza vi apparirà ancora superiore, per via dell'allungamento più alto possibile. Ma l'efficienza teorica dovrebbe essere identica a quelli di cartoncino e carta. Perché? Si tratta solo di apparenza, per via della velocità bassissima dei modelli in foam (ed EPE).

(Sempre per allungamenti minori di 9, usando il mio foam) resterete meravigliati da una planata ben centrata dei tuttala in foam, planata che si mantiene solitamente nell'impostazione iniziale: se il "foam" ad ala più allungata possibile è ben centrato, plana magnificamente e lentissimamente, magari sempre diritto o magari sempre in tondo.

Il problema è che l'impostazione iniziale della traiettoria è difficile, magari nei voli immediatamente successivi la traiettoria è la stessa, ma dopo un po' di tempo può cambiare, quando le pieghe del foam si sono ritirate per elasticità del materiale.

Questo potrebbe essere il difetto principale, perché bisogna sempre controllare le inclinazioni delle superfici a occhio, molto approssimativamente, prima di ogni lancio.

Infatti le pieghe nel mio foam (ed EPE) non si possono bloccare come la carta o il cartoncino, anche se restano comunque almeno come traccia, ma di poca memoria.

 

Realizzazioni dei tipi F...Dapprima ho usato il citato schiumino per imballaggi spessore circa 0,8 mm, grammatura circa 32 g/m2, molto flessibile, di non facile applicabilità diretta della clip, per la spugnosità ed elasticità del materiale. Nel caso dei walkalong glider avevo già consigliato usare le graffette al posto della clip, ma non è un obbligo, tant'è che anch'io ho usato le clip con sottoclip di carta su taluni modelli che seguiranno.

Prendendo come riferimento geometrico i miei tuttala di cartoncino e/o carta, tipi T...e/o L..., sono passato a diversi tipi di tuttala in tale foam con la stessa geometria, modelli che ho denominato tipi F..., con lo stesso criterio di numerazione corrispondente, fino al tipo F10.

Ho provato il tipo F1 però senza slat (foto seguente), non vi riferirò dei tipi da F2 a F9, mentre occorre considerare il tipo F10.

Costruito con la stessa forma e dimensione del T10 & L10 (come foto precedente, allungamento 11,8), la gestione dell' F10 è impossibile; il modello si comporta spesso da boomerang nel piano verticale di lancio, cioè esegue subito un looping rovescio, pur non essendo picchiato, in quanto le estremità alari cedono durante il lancio...

E' stato allore che mi sono reso conto che il mio foam è un materiale troppo critico. Tuttavia ho continuato ad utilizzarlo, per vederne le possibilità.

Pertanto oltre il tipo F 10 le denominazioni proseguiranno con numerazioni proprie ed autonome, indipendenti dalle precedenti forme di cartoncino e carta.

Infatti per lo più non è possibile costruire nel mio foam modelli esattamente identici ai modelli in carta o cartoncino, occorre in pratica rinunciare a fare gli slat,  per l' impossibilità del mantenimento della piega, in tutte le versioni F...

Anche gli elevons non tengono la piega, ma basta una piccola forzatura, sfruttando l'ondulazione naturale del mio foam.

 

Tipo F1 Tipo F11

 

Lo schiumino utilizzato presenta delle ondulazioni parallele leggerissime, quasi invisibili, passo circa 20 mm, ampiezza circa +/- 0,4 mm. Turbolando leggermente il flusso alare, per sfruttare forse un minimo di nervatura in senso trasversale, ho ritagliato l'ala appunto con le ondulazioni dirette trasversalmente, per la lunga. Essendo lo schiumino leggerissimo, come contrappeso ho usato 4 graffette metalliche solo nel tipo F11, che è molto simile all'F1. L'ho fotografato perché, pur avendo la semiala sinistra rovinata da uno schiacciamento del foam, plana meglio dell'F1, credo per il maggior allungamento alare (tuttavia le semiali in volo non si chiudono). Inoltre l'F1, pur con la clip corta (in foto 7 mm), è leggermente picchiato, mentre l'F11 è leggermente cabrato (se lanciato orizzontalmente, beccheggia con ondulazioni ripetute di passo cortissimo).

Si può tentare di farlo picchiare piegando leggermente il naso in basso: talora funziona...

I voli dipendono anche dagli angoli di lancio. Se l'F11 viene lanciato molto picchiato, picchia di più. Se lanciato a - 30° circa (pendenza praticamente ideale solo per il lancio, perché poi, dopo una piccola seduta veloce, il modello plana più lento e su traiettoria meno inclinata), talora dopo un po' di oscillazioni, si stabilizza in planata centrata e lentissima, efficienza forse 8 o più. Soprattutto colpisce la velocità lentissima. Talora la planata è curva a raggio strettissimo ma sempre lentissima alla stessa efficienza...

L'F1 lanciato picchiato accenna al looping rovescio, a meno che gli elevons non vengano preventivamente molto alzati...

 

Tipo F12 Tipo F13
L'F12 & F13 (apertura alare 190 & 284 mm) hanno ala senza rastremazione, allungamenti rispettivamente circa 4 & 6,3, possono planare con efficienze l'F12 circa 6 e l'F13, che potrebbe superare efficienza 8, risulta invece eff. media 4, talora picchiato diritto e talora no, ma spesso con virate strette e ondulanti, quasi cabrato in virata, perché il tipo F13 tende a sollevare e torcere le ali in planata curva.
 

Ovviamente rifacendo gli stessi modelli F...in un foam migliore (es. depron che tenga le pieghe) dovreste trovarvi meglio, ed anche mirare a realizzare allungamenti alari maggiori, con maggior rapporto di planata.

 

EPE. E' un materiale plastico (sempre per imballaggi) simile al mio foam ma è diverso. Soprattutto il foglio di quello che userò presenta solo da una faccia una reticolatura di quadratini di lato circa 3 mm. Attenzione a ritagliare i tuttala con l'asse mediano esclusivamente nella direzione del reticolo, altrimenti eventuali future pieghe non risulteranno mai simmetriche, in quanto il reticolo condiziona l'inclinazione delle superfici ritagliate. Queste dopo il ritaglio si sollevano sempre da una faccia, non necessariamente quella reticolata o quella liscia. Ciò è strano, bisogna fare attenzione per sfruttare questa situazione, secondo i casi conviene porre sopra o la faccia liscia o quella reticolata (vedere foto E7 o E4: tutte le foto dei tipi E...sono viste da sopra). Si sollevano al punto che quasi non è necessario aggiungere pieghe per gli elevons, mentre in punta alla freccia delle ali dei tuttala, a seconda del tipo di contrappesatura, può essere opportuno forzare il materiale come se fosse un unico slat di centraggio, cioè solo nella zona centrale della punta accennare una pieghetta in basso. Le pieghe lungo le direzioni del reticolo tengono più del foam, ma sempre meno della carta.

Denominerò la serie dei tuttala in EPE modelli E..., con la stessa etimologia usata per i modelli F..., fino al tipo E10. Non ho costruito comunque altri tipi oltre all'E10.

Per i modelli E... userò come contrappeso le clip + sottoclip di carta per permettere il montaggio.

Peggio che ad usare il foam, il modello E10 (allungamento 11,8) appare proprio impossibile da far volare e non verrà riportato. Infatti l'EPE è forse meno rigido del foam ( e certamente anche della carta standard), al punto che ali estremamente allungate si chiudono in volo. Invece per allungamenti medi non ci sono problemi ed il volo è eccezionale.

Nei modelli E... seguenti non ho fatto pieghe, tranne verificare prima del volo che la clip sia leggermente abbassata.

 

Tipo E9 - Ho utilizzato un foglio di materiale proprio marcato "EPE", pesante in formato A4 circa 3,5 g , quindi di grammatura circa 56 g/m², spessore 0,5 mm, leggero più della carta ma più pesante del foam, forse più flessibile del foam, più deformabile, in conclusione peggiore del foam, se non avesse la prerogativa del sollevamento automatico delle estremità alari e della quasi pieghetta automatica della punta. Foto vista da sopra del tipo E9 (apertura e forma come il tipo T9):

 

Ho costruito l'E9 senza slat e solo con un accenno di elevons, essendo le semiali già sollevate da sole alle estremità, come ottimi elevons automatici.

In punta basta il peso della clip per piegare in giù quasi come uno slat centrale, che è stato comunque leggermente forzato.

Risultato di volo con efficienza 7?, notando che le semiali non si chiudono, ma formano un diedro trasversale a 2 semicerchi...

Le pieghe sono talmente minime che non si notano nelle foto in EPE, tranne che nella foto del tipo E4.

 



Tipo E7 - faccia liscia sopra, apertura 224 mm, clip 10 mm.

 

Tipo E4 - faccia liscia sotto, apertura 246 mm, clip 5 mm circa.

I modelli E7 & E4 possono avere alti rapporti di planata, tuttavia quasi sempre associati a virate continue dallo stesso lato preferenziale, opposto nei 2 casi...

 

Bordo d'entrata a dente di sega. Il tuttala non finisce mai di stupire: ne ho visto più d'uno cosiffatto in "foam" di lusso (che tiene le pieghe), denominato Thompson Jag wing (jag = dente). Apertura alare circa 160 mm, anche molto meno, adatto al walkalong glider.
Probabilmente la seghettatura è un sistema per aumentare la portanza, che tuttavia non mi è ben chiaro.
Potete vederlo volare e costruirlo come in https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ZG8JayGzfEw
oppure anche in una versione senza derive, come in https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vCSYuX5UlvU
Per i collezionisti: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DwpefYaF10Q

 

Conclusione, parte seconda.

Non dimenticate che il mio è stato un cattivo "foam" e risultati migliori si otterranno con un "foam di depron o EPS", o creduto tale, cioè un materiale ultraleggero che comunque sia abbastanza rigido da tenere le pieghe meglio del mio "foam" (ed EPE), e possibilmente meglio anche del cartoncino.

 


Probabilmente questa pagina è stata revisionata nel 2016, i vuoti di memoria sono come vuoti d'aria.


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Sottosez. Configurazione tuttala (articoli su modelli di cartoncino, carta, foam etc., per l'aerodinamica delle ali volanti o tuttala in volo librato, in 7 parti o pagine):

  1. Aggiornamento luglio 2016. I tuttala a freccia positiva di cartoncino e carta fino ad allungamento 9 (prima parte).

  2. Release gennaio 2016. Inizio questa pagina, inerente principalmente i miei tuttala di foam (seconda parte).

  3. Release gennaio '16, revisione marzo '16, per i tuttala a freccia inversa, e per sognare tuttala volanti avanti ed indietro (terza parte).

  4. Release gennaio 2016. Appendice sulle ali anulari (quarta parte).

  5. Release luglio 2016, post scriptum gennaio 2017. Miscellanea aerodinamica e generalità centraggio. Tipi H, I, J, (quinta parte).

  6. Release novembre 2016. Modelli tipo MAX di cartoncino, con 2 derivette convergenti sotto l'ala (sesta parte).

  7. Aggiornamento dicembre 2016. Studio di ipotetici aeromodelli tuttala a svergolamento anteriore regolabile, cioè modelli A-RC & MIX-RC (settima parte).

Nella Sezione Aeromodellismo esistono inoltre altre 5 pagine:


 Aggiornamento dell'Indice Febbraio 2019