Dott. Ing. Flavio Mattavelli

matta.a@tiscali.it - Release agosto 2017.

Questa pagina annulla e sostituisce la precedente Guida di riferimento rapido (mentre il Compendium inerente Marginella glabella & irrorata è stato inglobato nell'attuale testo).

 

Atlante delle "specie" non fossili del Marginella glabella Complex e dei loro ibridi morfologici.

 

Un Complex è un aggregato di morfi simili, a livello specifico arbitrario, cioè non riconosciuto nella tassonomia ufficiale. La tipologia dei singoli morfi componenti il Complex viene scelta praticamente dall'osservatore in funzione degli scopi che egli si prefigge nello studio, seguendo comunque i dettami di una morfologia il più possibile obbiettiva.

Gli ibridi sono qui intesi come forme intermedie di transizione morfologica tra 2 specie biologiche simili, concretizzate però solo dalle caratteristiche conchigliari. Perciò la singola forma intermedia in generale è soltanto un ibrido morfologico, appartenente per lo più ad una sola delle 2 specie ibridanti, senza essere in generale un ibrido biologico effettivo tra 2 specie distinte. L'ibrido biologico può talora anche sussistere, ma senza possibilità di dimostrazione, guardando soltanto la conchiglia.

La possibile riproduttività o sterilità dell'ibrido, sia esso morfologico o biologico, non è stata indagata in questo atlante, che è prevalentemente conchigliare, tuttavia considerare che le possibilità di ibridogenesi in questo Complex di specie riconducibili a Marginella glabella, cioè l'esistenza in esso di ipotetici klepton, sono ritenute dall'autore molto probabili, determinando un particolare concetto di ibridazione extraspecifica fertile e continuativa nel tempo.

Allo scopo di evidenziare la dubbia natura della categoria biologica considerata, talora si è impiegato il termine "specie" virgolettato.

Nel Complex studiato l'ibridazione morfologica appare comune e manifesta tra tutte le sue "diverse specie", con diverse modalità. Non è giusto affermare che si tratta sempre di un'ibridazione fertile infraspecifica (nella stessa specie), interspecifica (tra "specie diverse", o quasi tali, con fertilità degli ibridi inspiegabile), extraspecifica continuativa (ibridogenesi, qui proposta come tentativo di spiegazione). Talora potrebbe trattarsi di un'ibridazione naturale eccezionale casuale, forse proprio sterile, in numero limitato di esemplari (vera ibridazione in senso stretto, risultando ibridi saltuari occasionali sterili). Probabilmente sussistono alternativamente tutti i casi citati, con diverse frequenze a seconda delle "diverse specie" apparentemente ibridanti.

Lo scopo del presente Atlante è di classificare (quasi) tutte le "specie" attuali (non fossili) del Complex citato, allargato ai morfi ricollegabili a "glabella". Anche qui la scittura virgolettata lascia immaginare la difficoltà tipologica. Per abbreviare la scrittura tassonomica, alcune "specie" vengono talvolta indicate da una semplice mia scrittura sintetica, monoletterale (a  singole lettere maiuscole), che verrà precisata cammin facendo.

Inoltre "l'ibrido" potrà essere indicato dalla scrittura ...X..., precisando nei puntini le 2 "specie" morfologicamente ibridanti.

La maggioranza delle foto seguenti ha una scala che approssima abbastanza i rapporti e le dimensioni reali delle conchiglie del Complex, tranne "irrorata" e "pseudoglabella", che sono più piccole di come appaiono nelle foto, tuttavia con conchiglie ben rapportate tra loro due.


 

Marginella glabella (Voluta glabella Linneus, 1758-1767; Genus Lamarck, 1799) = G.

Esistono molte e assai variabili forme subspecifiche di Marginella glabella confondibili con M. irrorata. Per l'identificazione basica di queste 2 specie rimando al mio articolo "La variabilità fatta specie" (2005-2006), dove però ancora non supponevo la possibile esistenza di klepton, né di M. pseudoglabella

La livrea di G è molto variabile, con conchiglie solitamente tra 30 e 50 mm di lunghezza.

La distribuzione è genericamente West Africa (dal Marocco al Senegal: sarebbe meglio indagare sulle località di origine e sulla batimetria di tutte le singole numerose varietà).

A destra: M. glabella, esemplari quasi tipici, 2 più colorati e 2 quasi "albini", inoltre 2 forme intermedie a livree degradanti, diverse località, Senegal e Mauritania, dimensioni medie.

Personalmente ritengo tipiche le livree intermedie, potendo invece quelle più colorate sconfinare nelle tipologie bordeaux dei morfi di alcune M. pseudoglabella, che però sono anche più allungate e, adulte, di dimensioni maggiori (vedere pagina Links etc.).

 

Alcuni morfi di M. glabella presentano notevoli tendenze di ibridazione morfologica verso M. irrorata, da presupporre l'esistenza di una forma M. glabella mutabilis Mattavelli 2005, descritta nella seconda pagina del suddetto articolo "La variabilità fatta specie".

 

          

Tuttavia la varietà "mutabilis" potrebbe essere invece una forma di un possibile nuovo klepton: Marginella kl.? mutabilis Mattavelli 2011, supposto ibrido ibridogenetico tra M. glabella X M. irrorata (es. foto a sinistra, lunghezza 33,7 mm, larghezza 19,2 mm).

Siccome però è nota una chiara separazione biologica tra le 2 specie, penso che questo klepton sia poco probabile. Sono necessarie analisi genetiche dei molluschi.

 

Nelle isole Canarie M. glabella è di piccole dimensioni, con forme nane denominabili dwarf glabella

Rappresentati 6 esemplari di M. glabella dwarf, 25 & 30 mm di lunghezza, isola di Lanzarote, profondità - 20 m, fondali sabbiosi.

 

 

M. glabella forma albida, "albino", 35 mm, Mauritania, dove esistono intere popolazioni cosidette "albine" di M. glabella, o meglio costituite da forme leucistiche di M. glabella, ma potrebbe trattarsi di una specie diversa...

Lo stesso dubbio coinvolge anche la simpatrica presenza di popolazioni di M. irrorata "albine" e/o ibridi morfologici M. glabella X M. irrorata. Potrebbe anche trattarsi di ibridi ibridogenetici (klepton) tra M. glabella X M. irrorata leucistiche, ibridi denominabili Marginella kl.? mutabilis forma albida, tuttavia l'esatta categoria biologica di appartenenza deve essere investigata geneticamente.

 

I casi di conchiglie "albine", o meglio di forme leucistiche,  complicano la situazione di tutto il Complex. Se non sono addirittura nuove specie differenti, o varietà di specie note, gli "albini" potrebbero essere klepton leucistici. Nelle specie M. pseudosebastiani, desjardini, sebastiani, pseudodesjardini, per quanto di mia conoscenza, ritengo che gli "albini" siano rari. Tuttavia essi possono esistere, come invece esistono comuni principalmente solo nelle specie M. glabella & M. irrorata e negli ibridi sopracitati.


 

Marginella irrorata Menke, 1828 = I

.

M. irrorata, 25 mm, "quasi albina". Comunemente M. irrorata irrorata (per me cioè tipica) può essere più rosata e con piccole puntinature retinate, ma talora con puntini a zig-zag (vedere "La variabilità fatta specie", prima pagina ).

Dalla morfologia conchigliare è difficile distinguere M. glabella da M. irrorata. Tuttavia questa generalmente è sotto 30 mm di lunghezza ed ha una forma della spira gradinata. Le conchiglie sono simili ma i molluschi sono ben diversi. Io penso che la maggior parte delle "irrorata gigas" in commercio con dimensioni eccezionali (anche oltre 40 mm) possano essere in realtà delle varietà di M. glabella.

 

 

Le puntinature possono essere distinte nella M. irrorata var. pseudoirrorata Mattavelli, 2017 (vedere pseudoirrorata.htm ).
Esemplare 21,5 mm, West Sahara, stranamente ambrato.
Normalmente il colore di fondo tende all'amaranto.

 

 


Marginella (kl.?) pseudoglabella Mattavelli, 2017 nuova "specie" = L

 


La foto dell'esemplare a lato (n°926624) è di proprietà Conchology, Inc., sito Web ove analoghi morfi sono indicati tutti come "lamarcki cf.", cioè da confrontare con M. lamarcki, sebbene la vera M. lamarcki Boyer, 2004 sia decisamente più piccola e diversa, inquadrabile fuori dal M. glabella Complex, e pertanto qui trascurata.
L'esemplare della foto è dichiarato provenienza Senegal, lunghezza 50,1 mm, ed appartiene alla serie dei sintipi di M. (kl.?) pseudoglabella, da me intesa come nuova categoria biologica di sicura morfologia, diversa dalle precedenti specie, ma di dubbia natura biologica, probabile klepton di morfologia ibrida GXS, con tendenza a PXS, avente morfologia diversa sia da G, che da S che da P, ed anche diverso da I.
Gli altri circa 30 sintipi di Conchology Inc. variano da 46 a 68,8 mm circa di lunghezza conchigliare.
Per considerazioni che spero conclusive vedere l'articolo di agosto 2017:
<<Nuovo sguardo ai mondi di M. glabella & pseudoglabella.>>

L'identificazione della "specie pseudoglabella" è stata controversa, ad iniziare dall'articolo <<Universo lumperia>> del 2014, proseguendo poi alla pagina <<Links>> dell' inizio 2017, aggiornata in luglio, prima del suddetto <<Nuovo sguardo ai mondi di G & L>>.
Siccome i klepton non sono ancora ben inquadrati nella tassonomia ufficiale, avevo proposto nel 2014, solo per il multiklepton GXS & SXP, la denominazione Marginella (kl.?) pseudoglabella, riferita al possibile "olotipo" della Fig. 00, in lumperia.htm. Esistendo però una serie di diversi esemplari tutti riferibili alla medesima entità biologica, senza che nessuno di loro potesse caratterizzare tipologicamente la medesima entità "pseudoglabella", tale nozione di "olotipo" si è rivelata inappropriata. Anche la "specie" nel 2014 era dubbia, finché non ho scoperto in rete la numerosa serie delle conchiglie delle "lamarcki cf." pressoché identiche, serie che mi ha indotto a dirottare nel 2017 la denominazione "pseudoglabella" ad una "specie" nuova alla malacologia, "specie" morfologicamente certa, ma basata solo sui sintipi pubblicati nel sito Web di Conchology Inc., tra i quali scegliere un reale "olotipo". La nuova “specie” L non è ancora riconosciuta dall'ICZN. L'esemplare paratipico di 50,1 mm si trova ora nella mia collezione personale.

 


 

M. glabella atlantidis Buey Suarez, 1980 = M. pseudosebastiani Mattavelli, 2001 nuova specie = P (vedere avanti).

 

Buey Suarez (1980, articolo della rivista La Conchiglia, Roma, n°138/139 settembre/ottobre, Evolver edizioni) identificò una forma "glabella gigas" chiamandola "glabella atlantidis", senza separarla come nuova specie. Invece per me si tratta della ben diversa specie M. pseudosebastiani, come descritta nel seguito.Tuttavia il discorso potrebbe essere riaperto se fossimo in presenza di un klepton M. glabella X M. sebastiani = M. kl.? pseudosebastiani, sia ben chiaro, ciò a livello di pura ipotesi.


.

Forme intermedie di M. glabella sp. = G verso M. pseudosebastiani sp. = P, e verso non solo P.

 

E' opportuno osservare la varietà M. glabella antinea Mattavelli 2005, già ampiamente introdotta nel mio articolo web: <<La variabilità fatta specie", terza pagina, scritta come allegato, inerente la varietà "problematica" >>, "antinea " allora intesa come forma di G, ma potrebbe anche essere il klepton GXP (v. avanti dopo le prossime foto).

I morfi "antinea" sono molto simili ad un'interessante varietà di M. glabella denominata"deep water form" da Lipe (1991, Marginellas, THE SHELL STORE, St. Petersburg Beach, Florida, USA, booklet with pictured specimen 44 mm length), forma pallida caratterizzata da un apice conoidale prolungato, invece dell'usuale apice ribassato e rigonfio della M. glabella "standard". Questa "deep water form" potrebbe essere pure una M. glabella ibrida verso M. pseudosebastiani. Questa "deep water form" pertanto può essere inquadrata anche come una sottovarietà di M. glabella antinea. Però la "deep water form" è anche molto incline alla mia forma M. glabella mutabilis, intesa come possibile ibrido GXI. Dunque si apre l'ipotetica possibilità del multiklepton G X I X P. Essendo la variabilità dei morfi che sono "quasi" come M. glabella "standard" una variabilità elevata e complessa, l'identificazione morfologica è assai difficile ed opinabile, oserei dire impossibile se si ammette l'esistenza di ibridogenesi. Infatti in altri casi accumunati dall'ibridazione morfologica G X P le identificazioni di alcune conchiglie sono ancora più incerte.

Nel 2001 avevo genericamente denominata "problematica" una forma tozza, con apice conoidale ribassato.

A sinistra: Marginella glabella forma"problematica" (Mattavelli 2001, rivista Malacologia Mostra Mondiale, n°34, pagina 6), Mauritania, lunghezza 36,7 mm, in collezione Mattavelli, strano "ibrido" verso M. pseudosebastiani. Le flammule assiali subsuturali sono presenti, ma sono mascherate sotto una livrea "quasi albina". Piccoli punti chiari sono percepibili sullo sfondo color nocciola pallido, sul dorso della conchiglia.

In effetti questa "problematica" = G X P non è una popolazione ben definita singolarmente, ma è un arcipelago di simili varietà di pochi individui cadauna. Così genericamente, col senno di poi, qualora non si tratti di veri ibridi occasionali e sterili, gli altri morfi della stessa "problematica" potrebbero essere nella maggioranza dei casi sottovarietà di M. glabella antinea 2005, se antinea è una varietà della specie M. glabella, oppure da inquadrare a livello ibridogenetico.

A destra: Marginella...morfo "antinea", lunghezza 40,8 mm, probabile klepton.

In realtà M. glabella antinea 2005 potrebbe essere invece proprio un ibrido ibridogenetico G X P: Marginella klepton antinea Mattavelli 2011, suddividibile in diverse sottovarietà del medesimo klepton: tipica (morfo come G antinea Mattavelli 2005), problematica (Mattavelli 2005), "deep water form" (Lipe 1991) e loro prospettabili forme leucistiche, pur senza coinvolgere GXI, e pur distinguendo tale probabile klepton dall'altrettanto probabile klepton accennato come morfo "pseudoglabella", ma definito nel 2017 come una vera e propria nuova "specie", essendo "pseudoglabella" stata scoperta in rilevante numero di esemplari fertili.

 

Le citate sottovarietà del supposto M. kl. antinea 2011 infatti talora possono sembrare in alternativa sottovarietà dell'altro supposto klepton Marginella kl. mutabilis 2011, esistendo forme morfologiche ponte tra "antinea" & "mutabilis". Posto che non ci sia stato un errore di attribuzioni morfologiche, possiamo presumere l'esistenza di un vero superklepton "antinea" X "mutabilis" nel M. glabella Complex esteso a M. irrorata? Non necessariamente,  perché un ponte morfologico non è sempre un vero ponte biologico.

Io penso che M. glabella, pseudosebastiani & irrorata sono 3 differenti specie, con solo 2 differenti ipotetici possibili klepton ad esse relativi (kl."antinea" = glabella X pseudosebastiani & kl. "mutabilis" = glabella X irrorata). Per la morfologia e le dimensioni il kl. "antinea" può essere molto probabile; invece il klepton "mutabilis" può essere criticabile...

Ho escluso la terza combinazione logica ipotetica del possibile ibrido pseudosebastiani X irrorata, dal momento che non penso che sia efficace una vera ibridogenesi tra P (troppo grande) & I (troppo piccola), a giudicare dalle dimensioni delle conchiglie e dalla loro troppo differente morfologia, anche se la cosa sarebbe possibile in via puramente teorica. Diverso è il discorso se si considera anche il coinvolgimento di M. sebastiani nelle esistenti ibridazioni morfologiche GXS & SXP, che hanno meritato la definizione di "pseudoglabella".

 

Tuttavia mi sia concesso di affermare che l'apparente ibridazione morfologica G X P + G X S & S X P + G X I, sviluppata in svariati morfi, è molto probabilmente dovuta a fenomeni di ibridogenesi parziali, per ora non ancora chiariti. Se lo fossero nella totalità, si dovrebbe affermare l'esistenza di forse un unico Marginella kl. pseudoglabella nuovo multiklepton G X P X S X I, attualmente in evoluzione non ancora stabilizzata in una precisa "superspecie", ma suscettibile di polverizzarsi in futuro in numerose specie, se è vero che la biodiversità si moltiplica, mentre mi pare che invece i klepton possano indurre anche un'evoluzione conservativa...


 

 

Forme principali di Marginella sebastiani Marche-Marchad & Rosso, 1979 = S:

 

"mixed & elongate" sebastiani. Esistono differenti varietà allungate di M. sebastiani con caratteristiche tra loro miscelate, e talora intermedie con le specie vicine. 

Viene mostrato un esemplare di M. sebastiani, Guinea, 52 mm, che potrebbe confondersi con M. pseudosebastiani. La confusione discende dal fatto che l'olotipo di M. sebastiani (55,4 mm) è simile alla foto, con puntini biancastri leggermente più grandi. Invece M. pseudosebastiani presenta solitamente i puntini più piccoli e leggermente allineati. La taglia di M. sebastiani è solitamente più piccola. Tuttavia il fattore discriminante per la distinzione è la quasi totale assenza in M. sebastiani delle flammule assiali subsuturali biancastre, presenti invece sempre in M. pseudosebastiani (vedere  "The discriminating factor", pagina solo in inglese).

 

 

"stocky & dark" sebastiani, 45 + 38 mm, con margine ben dentato. La denticolatura di queste "tozze e scure" M. sebastiani è meno evidente e la spalla della spira sono piu affusolate di quelle di M. goodalli

 

 

M. sebastiani lellia, 41 + 41 mm, varietà denominata in onore di mia moglie Lella. La pezzatura della puntinatura è la massima del complesso, la colorazione è vinata, il margine è liscio. L'esemplare all'estrema destra è giovanile, con margine sottile.


 

Marginella goodalli Sowerby 1825,

Senegal, 35 mm + 28 mm. La spalla della conchiglia angolata e la forte denticolatura del labbro esterno sono caratteristiche di Marginella goodalli. Essa è inconfondibile, tranne che in qualche caso di forme "stocky & dark" di M. sebastiani.


 

Marginella pseudosebastiani pseudosebastiani Mattavelli 2001 = P

 

  

Sintipo, Mauritania, lunghezza 47,3 mm ed altro sintipo, Mauritania, lunghezza 64,4 mm.

Le forme tipiche di M. pseudosebastiani del 2001, da me confermate qui e già nel 2009 furono da me indicate come varietà M. pseudosebastiani pseudosebastiani tipica, con conchiglia relativamente tondeggiante, con allungamento conchigliare totale mediamente 1,96 (allungamento totale inteso come rapporto tra la massima lunghezza della conchiglia e la massima larghezza dei diametri passanti per il margine del labbro esterno, comprendendo nel massimo diametro la sporgenza del margine dell'ultimo giro), per distinguerle dai morfi "pseudodesjardini" Le Béon 2008, relativamente più slanciati, con allungamento da me stimato mediamente circa 2,08; questi ultimi morfi furono poi da Le Béon inquadrati come nuova sp. M. pseudodesjardini nel 2012.

Vedere avanti, dopo avere focalizzato per confronti anche le caratteristiche di M. desjardini tipica.


 

Confronto tra Marginella sebastiani & Marginella pseudosebastiani.

 

A sinistra Marginella pseudosebastiani Mattavelli 2001, 58,4 mm, sintipo.

A destra M. sebastiani Marche-Marchad & Rosso 1979, 59,6 mm, varietà "mixed & elongate", come sopra descritte.

 

Per la distinzione degli esemplari adulti  osservare bene le foto, per approfondimenti vedere "Statements on the complex of Marginella pseudosebastiani Mattavelli 2001" (solo in inglese). 

Per gli esemplari giovanili è possibile confondersi con M. glabella.

 

Esistono anche ibridi morfologici di M.sebastiani X M. pseudosebastiani, come ad esempio M. sebastiani globimedia, varietà di mia denominazione che ritengo attribuibile solo alla specie M. sebastiani, come ulteriore forma purtroppo qui non raffigurata, ma intermedia tra M. sebastiani lellia X M. pseudosebastiani.  

 

E'  anche possibile che un'apparente ibridazione SXP appaia come M. pseudoglabella Mattavelli, 2017, difficile da separare tramite la sola morfologia, che coinvolge anche le forme G a sfondo bordeaux e l'impastamento dei puntini chiari della livrea delle conchiglie.


Casi incerti nel tetraedro di vertici G,S,P,L.

Il complesso delle "specie" Marginella glabella/sebastiani/pseudosebastiani/pseudoglabella presenta ibridi morfologici tra loro assai simili, talora con difficoltà di individuazione della "specie base" della varietà dell'esemplare che si sta analizzando, potendo riferire detta varietà non ad una sola delle "specie base" in questione, per di più ad un diverso stadio dell'esistenza, oppure a veri e propri ibridi, se non a ibridi ibridogenici (klepton).

 

Esempio, esemplare sotto fotografato verso & recto, 43 mm lunghezza conchiglia, provenienza Nouadhibou, Mauritania: a quale "specie base" è attribuibile, considerato il relativamente basso allungamento totale (1,87), unitamente ad un allungamento boccale 1,27?

Osservo che l'allungamento boccale, inteso come rapporto lunghezza conchiglia/lunghezza bocca, non è molto significativo nei casi dubbi, anzi può essere fuorviante, rappresentato da un valore che diminuisce numericamente all'aumentare della lunghezza della bocca, inoltre le variazioni degli allungamenti boccali tra le diverse "specie" hanno valori assai vicini. Tuttavia è da rimarcare che G presenta l'allungamento boccale più basso di tutte le altre "specie", cioè ha la bocca più lunga in rapporto alla lunghezza totale delle conchiglie di tutte le altre "specie", con la cuspide più bassa di tutte le altre "specie" del Complex (angolo di cuspide G circa 85°).

Forse per l'esemplare 43 mm si tratta semplicemente di un esemplare giovanile di Marginella pseudosebastiani, però diverso da quello della Fig. 13 dell'articolo riguardante M. glabella mutabilis. Per i dubbi ibridi M. glabella X M. pseudosebastiani vedere l'allegato inerente M. glabella antinea & problematica, sempre che non si tratti di klepton GXP, oppure di un'ennesima varietà GXL o altro ibrido morfologico di L nuova "specie" (LXP? *).

Esistono anche pochi ibridi morfologici stimabili di M. glabella X M. sebastiani e può sembrare facile attribuirli solo all'una oppure all'altra specie. In realtà la cosa non è affatto facile. Per approfondimenti vedere la pagina Universo lumperia, dove nel 2014 ho supposto la possibilità di Marginella kl.? pseudoglabellamorfologicamente GXS e/o anche SXP, sebbene questa possibilità vada verificata geneticamente.


* Nel 2017, ho proposto "pseudoglabella = L" come "specie" a sé stante, riconoscibile in parte per gli elevati allungamenti scheletrici totali delle conchiglie (vedere <<Links>> e <<Nuovo sguardo ai mondi di M. glabella e pseudoglabella>>), perlopiù associati a bocche delle conchiglie delle L più corte di quelle delle G. Quindi per l'esemplare a lato, escludendo che si tratti di una L giovanile tipica, per la bocca troppo lunga, potrebbe essere più probabilmente una L atipica od un suo ibrido, forse LXP giovanile.

 

 

Riepilogo degli allungamenti conchigliari approssimativi

Lunghezze

minime

mm

Allungamenti tot. di

esemplari piccoli

Lunghezze

medie

mm

Allungamenti totali medi ponderati

Allungamenti tot. di esemplari grandi

Lunghezze

massime

mm

Allungamenti boccali nella maggioranza degli esemplari

(ma pure riscontrati in rari casi)

minimi

medi

medi

massimi

M. irrorata (=I)

1,62

1,69

1,76

40?

1,36<1,4<1,44

M. glabella (=G)

<21

1,56

1,65

38

1,69

1,73

1,82

50

1,27<1,31<1,35

M. sebastiani (=S)

<34

1,72

1,80

46

1,83

1,87

1,95

60

(1,31<)1,33<1,36<1,39(<1,40)

M. pseudoglabella (=L)

<46

1,77

<56

1,91

2,05

68,8

(1,28<)1,34<1,36<1.38(<1,44)

M. pseudosebastiani (=P)

<35

1,80

1,88

50

1,96

2,04

2,12

64,4

1,30<1,34<1,38

M. pseudodesjardini (=R)

<41

1,95

2,05

52

2,10

2,15

2,25

73

M. desjardini (=D)

<39

2,00

2,12

55

2,20

2,28

2,40

82


       

Marginella desjardini Marche-Marchad, 1957 = D,

Guinea, 59,6 mm. L'allungamento totale di quest'esemplare, circa 2, è sotto la media di quello delle normali M. desjardini, ma le altre caratteristiche conchigliari sono quasi tipiche.

 

M. desjardini è la specie più grande ed allungata del complesso, relativamente facile da identificare guardando la  livrea delle bande spirali (puntinate a macchiette biancastre presenti solo nelle bande scure) e osservando l'andamento per lo più sinusoidale dei dentini a metà del labbro esterno degli esemplari adulti (gli esemplari giovanili di tutte le marginelle del M. glabella Complex hanno solitamente il margine sottile e poco dentato).

 


 

Marginella pseudodesjardini Le Béon 2012:

 

forma pseudodesjardini tipica = R

N° 3 esemplari tipici, da un sito di Roger Le Béon, "ventral side & back side", colà indicati come Marginella cfr. desjardini ("Synthese" ,19 ottobre 2008), indi supposti da Roger una nuova specie biologica (2012, descritta nella rivista Novapex).

Conchiglie non comuni ma non rare nella località tipica Senegal meridionale. I morfi sono maestosamente distinguibili morfologicamente, ma difficilmente inquadrabile biologicamente.

Io nel 2011 avevo pensato che si trattasse di probabili klepton e tuttora mi resta il dubbio.

Le forme tipiche di M. pseudodesjardini Le Béon 2012 sono come la forma "incredibilis" Mattavelli 2011 (denominazione invalidata).

M. pseudodesjardini è più allungata e di colorito di fondo più scuro di M. pseudosebastiani e M. sebastiani tipiche, inoltre è certamente ricollegabile a M. desjardini, pur con diverso disegno della livrea conchigliare. Rappresenta un perfetto ibrido morfologico sebastiani X desjardini. Presenta le fiamme subsuturali assiali di desjardini, mancanti in sebastiani, e le diverse puntinature di sebastiani, mancanti in desjardini. Inoltre M. pseudodesjardini è generalmente meno allungata di M. desjardini, con punti chiari nelle bande chiare attorno alla conchiglia, punti che mancano nelle bande chiare di M. desjardini.

 

M. pseudodesjardini forma giselica Mattavelli 2013.

Esistono anche ulteriori varietà ricollegabili discutibilmente alle M. pseudodesjardini tipiche soprafotografate.

Nel 2013 distinsi la forma "giselica" , dapprima essa sempre denominata "pseudodesjardini", ma diversa dalla "pseudodesjardini" tipica di Le Béon. Infatti il morfo adulto "giselica" ha il margine verso la bocca della conchiglia liscio, contrariamente alla "pseudodesjardini" tipica, che ha lo stesso margine finemente dentellato. Ecco il mio esemplare "olotipico" di "giselica", 73,5 mm lunghezza, Senegal (foto originali di Gisela).

Per la mia interpretazione di " giselica" nel 2009 intesa dubitevolmente come possibile varietà sottospecifica di Marginella pseudosebastiani vedere l'articolo "pseudodesjardini", mentre per un'interpretazione più verosimile come varietà di M. pseudodesjardini rimando all'articolo << Altri klepton nel M. glabella Complex?>>, dove tuttavia non si esclude che si tratti invece, con minor probabilità, di un possibile klepton PXD oppure PXR, se non proprio di un vero raro ibrido occasionale effettivamente sterile.


 

Marginella glabella & sebastiani Complex allargato.

 

omnibus5

Potendo facilmente separare le specie M. goodalli e M. desjardini, e ritenendo M. irrorata biologicamente ben diversa da M. glabella (ma non morfologicamente), nel 2001 proposi un Marginella glabella & sebastiani Complex in senso stretto, includendo in tale complesso anche la specie M. pseudosebastiani per le affinità conchigliari, ma escludendo tutte le altre specie che pure sono molto prossime al trio G,S,P. Questa idea riduttiva del complesso era nata per qualificare la situazione biologica, ma indubbiamente occorre tener conto anche delle specie confinanti, meglio intendendo un Marginella glabella & sebastiani Complex allargato a tutte le specie note e tra loro morfologicamente simili, includendo le ultime "scoperte": M pseudodesjardini e M. pseudoglabella.

Tutte le specie citate ed alcune loro varietà sono state posizionate nel disegno confrontandone la taglia della conchiglia e la distribuzione della puntinatura della livrea. La specie di individuazione morfologica più sfuggente è in basso a sinistra (M. irrorata), mentre aumentando le coordinate l'individuazione delle varietà appare facilitata dalle dimensioni e dalla livrea delle conchiglie.

 

Nota: sono state scelte come coordinate cartesiane la pezzatura puntini e la taglia della conchiglia ma con maggior difficoltà si sarebbe potuto scegliere qualche altra caratteristica morfologica, esempio in ascisse l'allungamento totale = lunghezza massima/diametro ultimo giro, oppure l'allungamento boccale = lunghezza bocca/lunghezza massima, ed in ordinate la flammulatura subsuturale (argomento tuttavia ingestibile elementarmente) oppure la profilatura della conchiglia o della sola spira (argomenti evanescenti ma in parte quantificabili con uno dei precedenti allungamenti, aggiungendo altri concetti infidi, quali la curvatura della spira e dell'ultimo giro e matematicizzando le curvature introducendo misure dei diversi angoli determinanti, da individuare nel profilo delle conchiglie, cosa praticamente impossibile). Comunque sia, cambiando le coordinate di riferimento, le posizioni reciproche delle specie e loro varietà nel disegno possono mutare, rimanendo però sempre in condizioni di relativa vicinanza tra le specie e le loro varietà più simili. 


Release maggio 2006. Prima revisione ottobre 2009. Aggiornamenti successivi 2011/2013/2014/agosto 2017.

Tutti gli esemplari, il disegno, le foto ed i testi di questa pagina sono di Flavio Mattavelli, ad eccezione dei 3 esemplari di "pseudodesjardini" e loro foto di Roger Le Béon, 2008, delle 2 foto di "pseudodesjardini giselica" (Gisela) e della foto di "pseudoglabella" (Conchology Inc.).

Riproduzione senza scopo di lucro autorizzata citando le fonti ed i nomi dei rispettivi autori. 

 

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Ecco l'indice soltanto della Sezione Conchiglie, in maggioranza in italiano:

·         Inizio sezione di presentazione dei miei studi.

·         Concetti di Specie/klepton. Aggiornamento 2014

·         Atlante delle conchiglie del Marginella glabella Complex (inizio questa pagina).

·         Articolo di archivio "La variabilità fatta specie" comprendente:

o    prima parte, per la distinzione tra M. glabella e M. irrorata. Articolo del 2005.

o    seconda pagina, per il riconoscimento degli ibridi morfologici M. glabella X M. irrorata: M. g. mutabilis Mattavelli 2005 nuova sottospecie d'ibridazione, M. g. mutabilis elongata nuova sottovarietà della sottospecie di M. glabella, morfi che però potrebbero essere tutti varietà di un unico klepton "mutabilis" = G X I.

o    allegato inerente le forme M. glabella antinea & M. glabella problematica, Mattavelli, 2005 sottospecie di ibridazione morfologica (oggi invece potrebbero essere varietà di un klepton "antinea" tra M. glabella X M. pseudosebastiani = GXP).

·         Articolo Altri klepton nel Marginella glabella Complex? con tabella fotografica riassuntive di (quasi) tutto il Complex. Update 2017.

·         Marginella pseudodesjardini Le Béon, 2012 nuova specie (ex ed alias "kl.? incredibilis" Mattavelli 2011), intesa oggi come vera specie, ma che potrebbe essere invece un notevole ipotetico klepton. Note anche sulla diversa forma "pseudodesjardini giselica" Mattavelli 2013.

·         Universo lumperia, un'anticipazione dell'incerto futuro, a partire dal 2013. Morfi ibridi SXP e SXG = possibile nuovo kl. o nuova specie Marginella pseudoglabella Mattavelli, supposta nel 2014, ma definita nel 2017.

·         Note inerenti M. irrorata varietà pseudoirrorata Mattavelli, luglio 2017

·         Integrazione della pagina Links, mista inglese/italiano, con la definizione della nuova "specie" Marginella (kl.?) pseudoglabella Mattavelli, luglio 2017 (Links page in 2017 modified by the integration of the definition of Marginella (kl?) pseudoglabella Mattavelli, 2017).

·         Approfondimento definitivo della nuova specie/klepton M. pseudoglabella, nell'articolo Nuovo sguardo ai mondi di M. glabella & pseudoglabella, agosto 2017.

 

Articoli solo in inglese:

·         Atlas ex Quick reference guide (Update agosto 2017). Pictures of Marginella sebastiani, desjardini, pseudosebastiani, pseudodesjardini, goodalli, glabella, irrorata, pseudoglabella, shells of the extensive Marginella glabella Complex (English language only).

·         Statements on a restricted Marginella glabella Complex, especially definition of Marginella pseudosebastiani Mattavelli 2001, with particular respect to M. sebastiani (archivio 2006).